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sabato 24 ottobre 2020
 
L'appello su Change.org
 

Se la scuola riparte per tutti, ma non per Carlo, 8 anni, down

21/09/2020  A scuola non ha bisogno solo di banchi distanziati e il gel igienizzante. Carlo ha bisogno di un insegnante di sostegno. Che non c'è. Nella sua situazione, migliaia di altri alunni diversamente abili: una petizione chiede di cambiare le cose

Il 14 settembre, come tutti i suoi compagni di classe, Carlo è tornato a scuola, felice di poter ritrovare dopo mesi di lockdown i suoi compagni e le sue maestre. Ma per lui la scuola non è pronta a ripartire. Perché Carlo è un bambino di 8 anni con la sindrome di Down e il diabete. A scuola non ha bisogno solo di banchi distanziati e il gel igienizzante. Carlo ha bisogno di un insegnante di sostegno. Che non c’è. O meglio, che non c’è ancora. E, quando arriverà, non sarà più la stessa dello scorso anno.

La storia di Carlo, che vive a Besana Brianza con genitori e due fratelli, è “identica” a quella di migliaia di altri alunni diversamente abili perché i docenti di sostegno in ruolo sono pochi e la nomina dei supplenti, da anni, avviene cronicamente in ritardo, ben oltre la data di avvio della scuola. Con l’aggravante che in quest’anno scolastico così critico per l’emergenza pandemia la presenza puntuale dei maestri dedicati a chi è più svantaggiato sarebbe stata ancora più importante.

 

La petizione per Carlo di papà Sergio Torriani e mamma Simona Crepaldi su Change.org: c'è bisogno di insegnanti di sostegno!

Per questo, Sergio Torriani e Simona Crepaldi, i genitori di Carlo, hanno lanciato una petizione on line – «Non lasciamo indietro Carlo e i bambini con disabilità» – che in una settimana ha raggiunto le 35 mila firme e che continua a raccoglierne. «Ci siamo mossi perché siamo stanchi di questa situazione che si ripete ogni anno e perché dopo i mesi di sospensione delle lezioni in presenza nostro figlio avrebbe bisogno di certezze e di serenità per ripartire», dicono i due genitori. «Però abbiamo deciso di esporci non per il nostro singolo caso ma perché In questi giorni nelle scuole italiane si sta violando la costituzione non garantendo pari accesso all’istruzione». Il problema, tengono a precisare, «non è della scuola che frequenta nostro figlio, dove tutto il personale si sta facendo in quattro e che sentiamo come nostra alleata. Anche il nostro Comune ci sostiene e ha assegnato a Carlo un educatore. Ciò che non funziona è il sistema delle assegnazioni dei docenti, un vero disastro».

Insegnanti di sostegno per i ragazzi disabili: quali sono i problemi della scuola italiana

  

Per gli alunni diversamente abili, la continuità delle figure di riferimento è cruciale e invece le maestre di sostegno cambiano ogni anno. «Carlo potrebbe crescere in autonomia», spiega papà Sergio, «ma se lo abbandoniamo a sé stesso rischia di perdere questa opportunità». Inoltre, sottolinea mamma Simona, che è anche insegnante, «l’arrivo in ritardo dei docenti di sostegno svantaggia l’intera classe e rende più complicato il lavoro degli altri maestri che non possono programmare fin dall’inizio il loro lavoro con l’intera equipe che entrerà in classe».

Come se tutto questo non bastasse, anche quando i docenti arriveranno, saranno comunque pochi. «Nell’istituto comprensivo di nostro figlio servono 17 cattedre. Ne sono previste 11», dicono i coniugi Torriani. «E manca personale specializzato, poiché la maggior parte sono supplenti che accettano la cattedra del sostegno per poter lavorare. Invece andrebbero selezionati degli specialisti da formare e valorizzare».

Dopo che hanno lanciato la loro petizione su www.change.org, Sergio e Simona sono stati contattati dai genitori di altri bambini con la sindrome di Down che li incoraggiavano a continuare la battaglia. Qualcuno ci ha detto: “Ma il vostro problema è uguale a quello di molti altri”. Il tema è proprio questo: quello di Carlo non è un caso eccezionale. È “normale”. E proprio per questo è grave», afferma il papà.

«Il sistema di reclutamento degli insegnanti è complesso, lo sappiamo», allargano le braccia di genitori di Carlo. «Ma allora proponiamo di nominare un commissario del Governo per l’inclusione a scuola che raggiunga due obiettivi: assegnare tutti i docenti che servono e, dal prossimo anno scolastico, assegnarli alle scuole entro la fine di giugno. È impossibile?».

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