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venerdì 21 febbraio 2020
 
Legambiente premia i Comuni più virtuosi
 

Sempre più Comuni in Italia sono "ricicloni"

10/07/2013  Si è appena conclusa la XX edizione del concorso promosso da Legambiente, che premia le amministrazioni virtuose nello smaltimento dei rifiuti. 8 milioni di italiani superano il 65% di raccolta differenziata, ma le grandi città sono in ritardo

Quasi 8 milioni di italiani, il 13 per cento della popolazione, hanno detto addio al cassonetto superando la quota del 65 per cento di raccolta differenziata, stabilita dalla normativa europea. 1293 Comuni in tutta Italia, il 16 per cento del totale. Questi i dati emersi dalla XX edizione di "Comuni Ricicloni", il concorso promosso da Legambiente che premia le amministrazioni locali più virtuose nel promuovere e applicare l'industria del riciclo e la "green economy".

Per il quarto anno consecutivo Ponte nelle Alpi, 8500 abitanti in provincia di Belluno, è stato premiato come Comune più "riciclone" d'Italia. Tra le città capuologo di provincia, proprio Belluno è stata la più virtuosa al Nord, mentre Salerno ha primeggiato al Sud. Come era prevedibile, anche quest'anno la maggioranza dei Comuni virtuosi (85%) è concentrata al Nord, ma va ugualmente segnalato che la Campania – con Napoli epicentro dell'emergenza rifiuti – si è classificata all'ottavo posto tra le Regioni più virtuose, la prima nel Meridione.

Secondo Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, i buoni risultati ambientali sono frutto di scelte strutturali ormai stabilizzate. "La gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti migliora la qualità ambientale, apre nuove strade a vere e proprie filiere industriali e potrebbe migliorare anche i bilanci delle famiglie italiane, come stiamo proponendo in un appello lanciato in questi giorni: la nuova tassa sui rifiuti sia modulata per premiare chi fa buona raccolta differenziata". Legambiente ha infatti lanciato una raccolta firme per la petizione popolare "Chi inquina paga, chi produce meno rifiuti deve risparmiare".

I nodi più critici nello smaltimento dei rifiuti, in Italia, sono rappresentati ancora dal peso eccessivo delle grandi discariche, nelle grandi città e in molte zone del Paese, non solo al Sud: i volumi della raccolta indifferenziata sono ancora troppo alti e tengono l'Italia ben lontana dal raggiungimento degli obiettivi stabiliti dall'Unione europea. Eppure, secondo Cogliati Dezza, i risultati incoraggianti di quest'anno dovrebbero permettere di fermare la costruzione di nuovi termovalorizzatori e, soprattutto, di far chiudere i più vecchi, in favore di nuovi e più efficenti impianti di riciclaggio.

Come già accennato, le grandi città sono il vero tallone d'Achille del ciclo dei rifiuti italiano. Appena il 5 per cento del totale raggiunge il 65 per cento di raccolta differenziata, e nessuna città oltre 200 mila abitanti è virtuosa. La vera spaccatura non è più tra un'Italia "verde" al Nord e una arretrata al Sud: la vera linea di demarcazione in Italia sta tra piccoli Comuni virtuosi, in maggioranza sotto i 10 mila abitanti, e amministrazioni locali in ritardo, a partire dalle città più grandi.

Mentre Roma è ancora indecisa tra la promozione del riciclo e la costruzione di un ennesimo, grande impianto di smaltimento, a Milano e Torino si sono registrati segnali positivi. Nel capoluogo lombardo, la raccolta dell'umido è già attiva in metà della città e l'obiettivo di raccolta differenziata al 50 per cento è a portata di mano. Entro la fine dell'anno sarà applicata al terzo spicchio della città, mentre nel 2014 sarà estesa ovunque. A Torino invece la percentuale di raccolta differenziata è la più alta tra le grandi città (42,5%) ma il piano di estensione del sistema secco/umido al resto della città è in forte ritardo.

Guardiamo il bicchiere mezzo pieno, dunque. Quest'anno ben 330 Comuni italiani sono classificati "rifiuti free": hanno cioè ridotto del 90 per cento la quantità di rifiuti da smaltire e, in media, ogni abitante ha prodotto in un anno meno di 75 kg a testa di rifiuto secco indifferenziato. Emblematico in questo senso il caso di Empoli: pur con 48 mila abitanti, la città toscana è un ottimo esempio di gestione virtuosa dei rifiuti.

Le ricette sono disparate, ma tutte improntate alla responsabilizzazione dei cittadini e a un consumo consapevole: raccolta porta a porta, tariffazione puntale del servizio e politiche fiscali dettate dal "chi inquina paga", compostaggio domestico e promozione dell'Acqua del Sindaco per ridurre il numero di bottiglie di plastica. I Comuni Ricicloni, in definitiva, sono l'avanguardia della Terza Rivoluzione Industriale, quella "green" in cui organizzazione, sapere e tecnologia sostituiscono lo spreco di materiali e di energia.

Per maggiori informazioni consultare il sito: www.legambiente.it

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