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lunedì 20 gennaio 2020
 
MARIA AUSILIATRICE
 
MariaConTe

Sheshan, là dove la Cina s'affida alla protezione della Vergine

23/05/2018  Il 24 maggio si celebra la Madre "aiuto dei cristiani" particolarmente cara ai credenti del Celeste Impero. Padre Gianni Criveller, missionario del Pime, teologo, tra i massimi esperti del cattolicesimo cinese, racconta l'avvincente storia d'affetto e di devozione che dura dal 1600 e ha resistito a prove e persecuzioni d'ogni tipo.

Quando il missionario gesuita Matteo Ricci, padre del cattolicesimo cinese, fu ricevuto il 22 gennaio 1601 al palazzo imperiale, aveva con sé 12 doni per l’Imperatore. Uno di essi consisteva in una copia dell’amatissima immagine di Maria Salus populi romani, della basilica di Santa Maria Maggiore. Così ha inizio, tanto tempo fa, una storia d’amore, quella tra la comunità cristiana cinese e la Madre di Dio. Il popolo cattolico cinese ama molto la Vergine Maria. La fede è  sopravvissuta negli anni bui della persecuzione comunista grazie ad alcune devozioni fondamentali: al Sacro Cuore, alla Madonna e al Papa. Il culto alla Madonna di Lourdes si è largamente diffuso grazie alla forte influenza francese. Non c’è chiesa in Cina che non abbia una grotta o un riferimento alle apparizioni di Lourdes. In seguito si è diffuso anche la devozione alla Madonna di Fatima.

Sono due le immagini e i santuari della Madonna più amati dal popolo cattolico cinese. Sono entrambi dedicati a Maria Aiuto dei Cristiani (festa del 24 maggio), perché i due santuari hanno preso origine dall’intervento di Maria in difesa dei cristiani in pericolo. La prima vicenda ha inizio nel 1900. Il villaggio cattolico di Donglu era circondato da migliaia di rivoltosi pronti al massacro. Ai 700 fedeli e al loro sacerdote non restò che invocare la Madonna. Una donna circondata di luce apparve e i rivoltosi, spaventati e impotenti, si ritirarono. Fu costruita una chiesa per ringraziare la Vergine della protezione. L’immagine dell’imperatrice vedova Cixi in abiti imperiali fu usata come modello per ritrarre la Madonna col Bambino. Nel 1924 i vescovi della Cina istituirono la chiesa di Donglu come santuario. L’immagine e la chiesa divennero meta molto popolare di pellegrinaggi. Nel 1932 Pio XI approvò il culto e il santuario. Distrutto dai giapponesi nel 1941, il santuario fu ricostruito e ingrandito tra il 1989 e il 1992 e dedicato a Maria Ausiliatrice. Decine di migliaia di fedeli (compresi quattro vescovi e un centinaio di preti) testimoniano che il 23 maggio 1995, vigilia della festività di Maria aiuto dei cristiani, sarebbe avvenuto un prodigio del sole presso il santuario di Donglu. Il racconto dei presenti ricorda il prodigio del sole a Fatima il 13 ottobre del 1917. Da allora le autorità di sicurezza impediscono ai fedeli di recarsi in pellegrinaggio a Donglu. La devozione del popolo è talvolta riuscita a eludere le misure proibitive, e a recarsi in gran numero al santuario.

 

Il santuario della Madonna di Sheshan, non lontano da Shanghai, pure intitolato a Maria Ausiliatrice, è il più popolare nell’intera Cina. Pellegrinaggi da tutta la Cina si svolgono durante l’intero mese di maggio. Il santuario è situato in cima a una collina e molti fedeli percorrono l’intera salita in ginocchio, soffermandosi sulle 14 stazioni della Via crucis. La storia della Madonna di Sheshan inizia nel 1863, con l’acquisto dei Gesuiti della collina di Sheshan. Il 1° marzo 1868 il vescovo di Shanghai, il francese Adrien Languillat, consacrò la cappella e benedisse l’immagine di Nostra Signora Ausiliatrice, modellata su Nostra Signora della Vittoria di Parigi. Nel settembre del 1870, durante una sanguinosa rivolta, la comunità dei Gesuiti di Shanghai fece voto di costruire in cima alla collina di Sheshan una basilica se la Madonna avesse risparmiato la diocesi dalla distruzione incombente. E così avvenne. Il 24 maggio 1871, alla presenza di migliaia di fedeli, fu posta la pietra angolare della nuova basilica, consacrata nel 1873. La chiesa, lunga 56 metri con un campanile di 38, fu costruita grazie alla generosità dei cattolici, ed è considerata la prima basilica mariana dell’Asia orientale. “Nostra Signora di Sheshan” divenne la protettrice della Chiesa di Shanghai. Nel 1874 Pio IX concesse l’indulgenza ai pellegrini che visitano il santuario nel mese di maggio. Nel 1894, a mezza collina, fu costruita una seconda chiesa mariana. Il santuario, composto dalle due grandi chiese, divenne punto di riferimento nazionale e internazionale della fede cattolica.

Nel 1924 il delegato apostolico Celso Costantini convocò a Shanghai il primo Sinodo cinese, che adottò l’immagine come Regina della Cina. Fu commissionato un dipinto raffigurante la madre di Dio con il bambino e fu collocato nel santuario: questa immagine continua a essere molto venerata nella basilica di Sheshan, in cima all’altare maggiore. I pellegrinaggi annuali ebbero inizio allora, facendone il santuario di pellegrinaggio cattolico più importante della Cina. Durante la Rivoluzione culturale la statua originale fu distrutta. Nell’aprile del 2000 il vescovo Aloysius Jin Luxian fece costruire una nuova statua: la Vergine Maria, eretta, solleva il bambino Gesù sopra il suo capo, con le braccia distese in un gesto a croce. Alla base c’è il drago, con una coda tridente, schiacciato e sconfitto dalla Madonna.

Nel maggio 2007 Benedetto XVI ha istituito una Giornata mondiale di preghiera per i cattolici cinesi, da celebrarsi il 24 maggio, e l’anno seguente ha composto una speciale preghiera per Nostra Signora di Sheshan. Purtroppo da allora le autorità politiche e di polizia proibiscono, nel mese di maggio, molti pellegrinaggi e impediscono l’accesso a tanti fedeli al santuario. Le decine di migliaia di pellegrini che si recavano ogni anno a Sheshan sono attualmente ridotti a qualche migliaio. Ma la fiducia dei cattolici cinesi per la Regina della Cina non viene meno, nonostante le dificoltà del passato e del presente. 

                                                                                                                           Gianni Criveller

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