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venerdì 24 gennaio 2020
 
 

Sicurezza, è corsa alle armi ma i reati sono in calo

08/04/2017  Il questore di Milano: è boom di richieste di armi sportive e da caccia, passo il tempo a dire di no".

C’è uno iato tra sicurezza reale e sicurezza percepita: un senso di insicurezza diffuso, che corrisponde alla tentazione dei cittadini di correre ad armarsi, mentre le statistiche, secondo la Polizia di Stato, dicono che i reati a forte allarme sociale diminuiscono.   

"Da quando sono arrivato, non ho mai smesso di firmare dinieghi", ha detto il nuovo questore di Milano Marcello Cadorna riferendosi al numero crescente di richieste di armi per uso sportivo e da caccia (quelle da difesa competono alla Prefettura) e all'altrettanto crescente stretta per il rilascio: le licenze di porto d'armi per uso caccia o sportivo (rilasciati o rinnovati) passano infatti dai 6.120 del 2015 ai 5.983 del 2016; i dinieghi e le revoche dai 271 a 606; il nulla osta per l'acquisto di armi dai 105 ai 79.

A Milano e Monza Brianza nel 2016, secondo le cifre diffusa in occasione della festa della Polizia, i reati da strada sono diminuiti rispetto all'anno precedente (-6,42% con un particolare decremento di rapine, -17,6% in abitazione) ma, per il questore del capoluogo lombardo, "questo non basta" perché, al di là della diminuzione dei reati quella che attende le forze dell'ordine è "la sfida della percezione di sicurezza tra i cittadini".

Cardona ha spiegato che questa sfida si vince "con il rapporto costante" con i cittadini e "con una sempre maggior rapidità di intervento". A questo proposito il questore ha citato l'episodio dell'8 aprile in viale Monza a Milano, dove gli agenti sono stati avvertiti da alcuni cittadini che un uomo armato di due coltelli stava dando in escandescenze. "In pochi minuti gli agenti sono intervenuti e l'hanno neutralizzato - ha spiegato Cardona - stabilendo in tempi brevi che non si trattava di terrorismo".

Il tema dell’insicurezza percepita o reale e della corrispondente corsa ad armarsi è strettamente connesso alla richiesta pressante di una riforma della scriminante della legittima difesa: la politica si sta attivando in quella direzione ma sono tanti gli addetti ai lavori preoccupati del rischio che il rimedio contenuto nei disegni di legge al momento allo studio possa rivelarsi all’atto pratico, come ricaduta sulla sicurezza reale, peggiore del male.

Si paventa infatti il rischio che allargando le maglie della libertà di armarsi e di sparare possa aumentare la sicurezza percepita al prezzo di far crollare quella reale: con la legittima difesa così com'è e con l'attuale normativa in materia di armi l'Italia è al momento uno dei Paesi con il più basso tasso di omicidi al mondo: 0,8% ogni centomila abitanti (compresi i regolamenti di conti di camorra), negli Stati Uniti dove le armi circolano con facilità e dove è legittimo sparare dentro una proprietà siamo attorno al 4%. Secondo una ricerca di The American Journal of Medicine, pubblicata nel marzo 2016 sui Paesi Ocse in Italia muoiono per armi da fuoco (omicidi, suicidi, errori) 1,3 persone ogni 100.000 abitanti negli Stati Uniti 10,2, di cui per omicidio 0,3 in Italia e 3,6 negli Stati Uniti. 

 

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