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domenica 17 novembre 2019
 
 

Sotto il manto di Maria

13/10/2013  Il Papa affida alla Madonna il popolo di Dio e il suo Pontificato. E ricorda che Dio ci sorprende, ma dobbiamo essergli fedeli e attingere dalla sua forza.

«Per favore», «Scusami», «Grazie». «Quando in una famiglia si dicono queste tre parole, la famiglia va avanti», raccomanda papa Francesco durante la messa in piazza San Pietro. «Quante volte diciamo “grazie” in famiglia? Quante volte diciamo grazie a chi ci aiuta, ci è vicino, ci accompagna nella vita? Spesso diamo tutto per scontato! E questo avviene anche con Dio. E’ facile andare dal Signore a chiedere qualcosa, ma andare a ringraziarlo: “Mah, non mi viene”». prosegue commentando il Vangelo che parla dei dieci lebbrosi guariti da Gesù e dell'unico che torna a ringraziare. Nella messa durante la quale il Papa affida il suo Pontificato a Maria e le consacra il mondo intero, con la statua della Madonna di Fatima giunta dal Portogallo, Francesco ritorna sulla fiducia che dobbiamo nutrire in Dio. Un Dio che ci sorprende, ma che chiede fedeltà.
Il sì di Maria, spiega il Papa, è il primo di una lunga serie di sì. Come già aveva sottolineato ad Assisi, non possiamo essere cristiani provvisori. «Dio ci ha salvati in modo definitivo», aveva detto nella terra di San Francesco. E oggi ritorna sulla «difficoltà di essere costanti, di essere fedeli alle decisioni prese, agli impegni assunti», anche quelli del matrimonio. «Spesso è facile dire “sì”, ma poi non si riesce a ripetere questo “sì” ogni giorno. Non si riesce ad essere fedeli. Maria ha detto il suo “sì” a Dio, un “sì” che ha sconvolto la sua umile esistenza di Nazareth, ma non è stato l’unico, anzi è stato solo il primo di tanti “sì” pronunciati nel suo cuore nei suoi momenti gioiosi, come pure in quelli di dolore, tanti “sì” culminati in quello sotto la Croce. Oggi, qui ci sono tante mamme; pensate fino a che punto è arrivata la fedeltà di Maria a Dio: vedere il suo unico Figlio sulla Croce. La donna fedele, in piedi, distrutta dentro, ma fedele e forte. E io mi domando: sono un cristiano “a singhiozzo”, o sono un cristiano sempre? La cultura del provvisorio, del relativo entra anche nel vivere la fede. Dio ci chiede di essergli fedeli, ogni giorno, nelle azioni quotidiane».
Come per Maria, anche per noi la forza viene da Dio, perché è lui, conclude il Papa, «la nostra forza, Colui che ci guarisce».

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