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martedì 22 ottobre 2019
 
Film
 

Stronger, con Jake Gyllenhaal : «L'amicizia contro il terrorismo»

29/05/2019  Jeff Bauman è uno dei feriti dell’attentato alla maratona di Boston: era lì per riconquistare la fidanzata. La sua storia è stata interpretata nel film Stronger da Jake Gyllenhaal, che dice: «Non ho mai conosciuto nessuno forte come lui». La doppia intervista realizzata da Famiglia Cristiana l'11 febbraio 2018 con i protagonisti della pellicola e della storia vera

Un conto è vedere la sua storia al cinema interpretata da Jake Gyllenhaal. Un altro è ritrovarselo davanti, questo ragazzone americano che al posto delle gambe ha delle modernissime protesi. Si chiama Jeff Bauman ed è uno dei 264 feriti dell’attentato del 15 aprile 2013 alla maratona di Boston, che causò tre morti. Lui si trovava al traguardo perché voleva riconquistare la sua ex fidanzata Erin, quando fu investito da una tempesta di chiodi e pezzi di ferro nascosti in due valigie piene di esplosivo. Per questo trovarselo di fronte fa effetto. Ma lui spegne subito ogni disagio: «Ti va un po’ di cioccolato? È fondente, è buono». Seduto al suo fianco, Gyllenhaal sorride: «Non ho mai conosciuto nessuno forte come lui». "Forte" in inglese si dice "strong". Ma a Jeff, dopo l’attentato, tutti gli americani hanno chiesto di essere un eroe che sa essere Stronger (questo è il titolo del film uscito nelle sale dl’8 febbraio 2018), cioè "più forte" della barbarie dei terroristi. Gli chiediamo come ha reagito quando ha visto per la prima volta il film: «Mentre lo vedevo pensavo: "Ma mi fanno vedere anche quando per la prima volta senza gambe ho tentato di andare in bagno o di farmi una doccia?" È davvero molto realistico e Jake ha fatto un ottimo lavoro».

Chissà i suoi genitori, invece, come l’hanno presa. La madre, in particolare, è raccontata come una donna mezza alcolizzata che, per ottenere i soldi per curare Jeff, cerca in ogni modo di dare visibilità alla sua storia attraverso i media, tanto da prenderci gusto e dimenticarsi che il figlio ha subìto un trauma gravissimo e vorrebbe solo essere amato nella sua fragilità e non esibito come un simbolo di forza. Jeff prima la butta sul ridere: «È vero che mamma adora il pinot grigio… però ci è rimasta male perché fanno vedere la sua casa sempre sporca, mentre in realtà ci tiene molto a tenerla in ordine». Poi però aggiunge: «L’assicurazione mi avrebbe coperto il costo di una protesi, ma me ne servivano due… E così i miei genitori hanno pensato che l’unica soluzione fosse far arrivare a più gente possibile la mia storia». Aggiunge Gyllenhaal: «Ho conosciuto la madre di Jeff e mi sembra una persona molto sensibile. Credo fosse consapevole dei rischi di tutta questa visibilità, ma ha valutato che comunque era un’occasione da non perdere e così lo ha forzato a diventare un simbolo». Il film allarga questo discorso ai media e all’opinione pubblica in generale. Jeff entra nello stadio di baseball acclamato dalla folla, ma quando esce nessuno vuole sapere come sta davvero. Lui è l’eroe che non si è piegato al terrorismo. Punto e basta.

«Sì, per me è stata dura sentirmi sempre spiato a casa o in ospedale», confessa Jeff. «Ma ho conosciuto anche giornalisti che mi hanno davvero aiutato». Quando era in ospedale ferito, stordito dagli antidolorifici, Jeff fornì la descrizione di Tamerlan Tsarnaev, il ceceno responsabile dell’attentato con il fratello Dzhokar. La sua testimonianza si rivelò decisiva per rintracciare i due. Tamerlan fu ucciso in un conflitto a fuoco, mentre Dzhokar è stato condannato alla pena di morte. Chiediamo a Jeff cosa pensa di questa decisione. «Posso solo dire che ho provato molto sollievo quando l’hanno catturato. Poi l’ho visto al processo: è stata molto dura». Aggiunge Gyllenhaal: «Credo sia molto difficile parlare di perdono in situazioni come questa. D’altra parte i terroristi erano consapevoli che la loro vita sarebbe finita nel momento in cui hanno deciso di azionare le bombe».

Stronger è anche una storia d’amore. L’ex fidanzata Erin è stata sempre accanto a Jeff e ha così scoperto di amarlo ancora. I due si sono sposati e ora hanno una bambina. Non sono però mancati i momenti difficili. In una scena, lui dice a lei: «Sei tu che dovresti appoggiarti a me, non il contrario». Jeff ammette: «Come uomo, è stato difficile accettare questa situazione. Ora non so cosa ci riserverà il futuro, ma so che Erin resterà sempre una roccia nella mia vita».

Pubblicato originariamente su Famiglia Cristiana n. 6 del 2018

IL TRAILER DEL FILM

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