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Sui passi di Francesco

04/10/2017  «Laudato si’ mi’ Signore per Sora nostra Matre Terra»: da La Verna ad Assisi sulla Via di Francesco, là dove il poverello si convertì e diventò santo.

Si va dove lui andò. Il bello della Via di Francesco, ciò che la rende davvero speciale e diversa da tutte le altre, è proprio questo: si attraversano borghi, boschi, monti, città che lui stesso attraversò; si fa sosta nei santuari sorti nei luoghi dove si fermò con i suoi frati, si ricordano episodi della sua vita. Tra Toscana, Umbria e Lazio si possono seguire tre itinerari: la Via del Nord, dal santuario de La Verna (Arezzo) ad Assisi; la Via del Sud, da Greccio ad Assisi; la Via di Roma da La Verna ad Assisi e poi a Roma, tramite Greccio. I percorsi principali prevedono delle varianti: la prima porta a Perugia, città dove Francesco, prigioniero di guerra, iniziò il suo percorso di conversione. L’itinerario da Perugia ad Assisi è oggi celebre anche per le “Marce della pace”. La variante di Terni si utilizza quando si parte da Sud, da Greccio.

Sulle tracce dei luoghi di Francesco, partendo da Nord, la prima tappa è il santuario de La Verna, immerso nei boschi dell’Appennino toscano, costruito su uno sperone di roccia ricco di anfratti, che dà l’idea di come pregasse Francesco. Qui avvenne il miracolo delle stimmate, due anni prima della sua morte, e ogni giorno i frati lo ricordano con una processione. Tutt’intorno c’è la foresta monumentale, un bosco arrivato intatto fino a noi grazie all’opera dei Francescani. A Pieve Santo Stefano (Arezzo) si è nel pieno della Valle del Tevere, fiume che ha le sue sorgenti a circa 30 chilometri.

Lasciata la Toscana ed entrati in Umbria, si incontra Città di Castello (Perugia), ricca di monumentali chiese. Nel 1224, poco dopo aver ricevuto le stimmate, Francesco fu ospite della famiglia Salamacchi. Proseguendo il cammino, si arriva a Gubbio, la seconda patria del santo. Qui infatti, nell’inverno del 1206, dopo aver lasciato Assisi privo di tutto, fu accolto dall’amico Federico Spadalonga; poi per tre mesi assistette i lebbrosi e, come scrisse nel suo testamento, ebbe la piena conversione. A Gubbio ammansì il lupo, che poi rimase in città. Nel posto in cui dormiva, nel 1600 fu edificata la chiesa di San Francesco della Pace. Il percorso “Fratello lupo” permette di visitare i luoghi francescani della città, ricchi d’arte.

Il viaggio prosegue fino ad Assisi, dove si ritrova tutta la vita di san Francesco: la casa natale; la Basilica Inferiore dove c’è la sua tomba; la Superiore con gli affreschi di Giotto; la chiesa di San Rufino con il fonte battesimale; la basilica di Santa Chiara con il crocifisso di san Damiano, che parlò a Francesco; la basilica di Santa Maria degli Angeli che ha al suo interno la Porziuncola, la cappella dove pregava con i suoi frati e dove morì nel 1226.

Il percorso del Sud attraversa la Valle Santa, in provincia di Rieti, una pianura dalla forma circolare, ricca di acque purissime, chiusa da colline e monti. In questo anfiteatro naturale ci sono quattro santuari francescani. Il primo è quello di Greccio, dove Francesco, nel 1223, allestì il primo presepe. Lo scorso 4 gennaio papa Francesco ha voluto dedicargli una visita fuori programma, per una “preghiera personale”. Immerso nel verde, c’è poi il santuario di Fonte Colombo dov’è stato scoperto un Tau (simbolo della croce) che si dice sia stato dipinto dallo stesso Poverello. Quindi, ecco il santuario de La Foresta, dove il santo soggiornò con i suoi compagni. Sotto la casupola dove si fermarono c’è la “grotta di Francesco”, una cavità in cui si ritirava a pregare. Secondo la tradizione in questo luogo iniziò a comporre il Cantico delle Creature. Infine, il santuario di Poggio Bustone dove, nella grotta della Rivelazione, san Francesco era solito pregare.

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La Via di Francesco
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