logo san paolo
mercoledì 26 settembre 2018
 
Giornata contro la pedofilia
 

Telefono Azzurro: aiutiamo le vittime a rompere il silenzio

05/05/2018  Una su tre non ne parla per paura, vergogna o senso di colpa. In occasione della Giornata nazionale contro la pedofilia e pedopornografia, SOS Il Telefono Azzurro presenta i dati e un protocollo per proteggere i minori

Nel 2017, ogni 72 ore circa si è verificato un caso di abuso sessuale su minore, in 4 casi su 10 la vittima ha meno di 10 anni, con una prevalenza di bambine (71,7%). Il 70,4% degli abusi si verifica offline, la maggior parte rientra nella categoria dei toccamenti (21,7%), seguito dalla violenza vera e propria (8,6%) e dalla costrizione ad assistere ad atti sessuali (4,4%).

 

È il drammatico quadro emerso nel corso del convegno “Abuso sessuale e pedofilia: conoscere il fenomeno per rompere il silenzio”, organizzato da SOS Il Telefono Azzurro in occasione della Giornata nazionale contro la pedofilia e pedopornografia.

 

I dati del 2017 relativi alla linea 114 Emergenza Infanzia dell’Associazione, mostrano un quadro sostanzialmente stabile rispetto al 2016 e al 2015, «ma si tratta», spiega Telefono Azzurro, «di un fenomeno fortemente sottostimato, del quale è difficile fornire una fotografia strettamente realistica. Basta pensare che una vittima su tre resta in silenzio per paura, per vergogna o senso di colpa e molti denunciano troppo tempo dopo, anche a venti o trent’anni dall’accaduto.

Il presidente di Telefono Azzurro Ernestro Caffo drante il suo intervento al convegno.
Il presidente di Telefono Azzurro Ernestro Caffo drante il suo intervento al convegno.

A volte l’abuso si verifica all’interno di contesti come quello scolastico, sportivo o religioso, o, addirittura presso associazioni. Questo rende l’episodio ancora più doloroso e difficile da denunciare, perché avvenuto per mano di qualcuno che dovrebbe essere una figura di riferimento. Una spirale di silenzio che l’Associazione è determinata a spezzare, lanciando una vera e propria call to action rivolta a tutta la società, promuovendo attività multidisciplinare e multilivello, a partire dalla garanzia di standard minimi di formazione per chi opera nel settore dell’educazione, dell’infanzia e dell’adolescenza.

 

Telefono Azzurro ha, inoltre, approvato un rigido protocollo che vincola chiunque sia all’interno dell’Associazione – dagli operatori ad ogni livello, fino ai volontari – a rispettare una policy di comportamento volta a tutelare e salvaguardare i minori da ogni forma di abuso ed offrire servizi quanto più efficaci ed efficienti possibile.

 

Tra le attività della call to action, anche il coinvolgimento di influencers del web, invitati a diffondere sui loro canali social video virali per la campagna #stopagliabusi. È infatti, proprio da internet che sembra arrivare una minaccia crescente in tema di abuso e pedopornografia. Chat, siti web e social network offrono ai predatori la possibilità di celarsi dietro l’anonimato o una falsa identità, a danno di bambini e adolescenti, dando origine a nuove forme di abuso: sexting, invio di contenuti sessualmente espliciti attraverso e-mail o chat; sextortion, diffuso soprattutto tra gli adolescenti, consiste nel forzare qualcuno ad inviare video o immagini sessualmente espliciti; grooming, o adescamento online tramite chat, app e siti web; e live distant child abuse, cioè la condivisione in live-streaming di video pedopornografici.

 

Questi fenomeni rappresentano il 24,5% degli abusi online e hanno fatto registrare una crescita di circa l’1% in soli 12 mesi. Nell’ultimo anno, inoltre, sono pervenute alla linea di ascolto 114 Emergenza Infanzia 1.250 segnalazioni di contenuti pedopornografici presenti su internet e sui media, e 23 situazioni di incitamento alla pedofilia.

 

Una piaga non solo italiana. In Europa, quasi 18 milioni di bambini sono risultati essere vittime di abuso sessuale. Online ogni 7 minuti una pagina web mostra immagini di bambini abusati sessualmente. Nel 2017 sono stati individuati 78.589 siti contenenti immagini di abuso sessuale su minori. Oltre la metà delle vittime, il 55%, ha meno di 10 anni.  Nel 40% dei casi l’abusante è conosciuto online.

 

Si tratta quindi di un fenomeno drammaticamente diffuso, verosimilmente sottostimato e trasversale agli ambiti; anche l’ambiente sportivo, ad esempio, è un contesto in cui possono perpetrarsi episodi di questo tipo. In una ricerca inglese, il 29% dei soggetti intervistati riferiva di aver subito molestie sessuali, sia di tipo fisico che verbale.

 

Il 114 Emergenza Infanzia è un Servizio multicanale di emergenza, promosso dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e gestito, senza soluzione di continuità da SOS Il Telefono Azzurro onlus dal 2003, anno della sua istituzione. Il Servizio è accessibile da parte di chi voglia segnalare situazioni di emergenza, rischio e/o pregiudizio riguardanti l’infanzia e l’adolescenza. È un servizio gratuito, multilingue, attivo 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, ed è rivolto sia a bambini e adolescenti fino ai 18 anni, sia agli adulti e agli operatori dei servizi. Il servizio è accessibile sia attraverso il numero 114, sia attraverso la chat presente sul sito www.114.it.

 

Il servizio offre assistenza psicologica e consulenza psico-pedagogica, legale e sociologica in situazioni di disagio che possono nuocere allo sviluppo psico-fisico di bambini e adolescenti e può comportare l’attivazione di una rete dei servizi del territorio utili a sostenere le vittime delle emergenze. Il modello di intervento del 114 prevede il coinvolgimento di diversi servizi e istituzioni locali (per es. Forze dell’Ordine, Servizi Sociali e di Salute Mentale, Procure e Tribunali), con l’obiettivo di fornire al minore non solo una risoluzione immediata dell’emergenza (intervento a breve termine), ma anche di facilitare la costruzione di un progetto a medio-lungo termine, che permetta di seguire nel tempo il bambino, e il suo nucleo familiare, sostenendolo e garantendo la presa in carico effettiva del caso.

I vostri commenti
0
scrivi
 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo