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sabato 22 febbraio 2020
 
Vigili del fuoco
 

Terremoto, i nostri angeli in aiuto all’Albania

27/11/2019  Sono 175 i vigili del fuoco che stanno scavando nelle macerie. «In una situazione molto molto difficile» come ha sottolineato Luca Cari, responsabile della Comunicazione. Questa mattina un pensiero alla popolazione colpita dal sisma è arrivato anche dal Papa: «Che il Signore benedica questo popolo al quale io voglio tanto bene».

«L’intervento italiano per aiutare l’#Albania colpita dal #terremoto è stato attivato nell’ambito del Meccanismo europeo. Perché fare #protezione civile è fare squadra». Sono le 19.33 di ieri sera, martedì 26 novembre, quando viene ritwittato questo messaggio del Dipartimento Protezione civile sul profilo ufficiale dei Vigili del Fuoco. E 175 uomini italiani vengono inviati in Albania in aiuto alla popolazione nel plauso generale. «Immensi come sempre» c’è chi commenta; oppure: «Se noi italiani possiamo essere orgogliosi di "qualcuno" o di "qualcosa" questi sono gli uomini e le donne dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile». Stima e gratitudine espresse anche dal presidente della Repubblica albanese, Ilir Meta: «Voglio ringraziare il popolo italiano e le sue istituzioni per il grande contributo in questa tragedia. Il ringraziamento è doveroso non solo per le squadre altamente professionali che sono al lavoro in questo momento, ma per tutto quello che l'Italia sta facendo per affrontare questa" tragedia».

Perché di questo si tratta. «Le nostre squadre stanno lavorando ormai interrottamente da ieri sera. È una situazione molto, molto difficile» commenta il responsabile comunicazione dei Vigili del Fuoco italiani, Luca Cari, nei pressi di una palazzina di quattro piani a Durazzo sbriciolata dal terremoto. «Qui ci sarebbero 6 dispersi: tre bambini, due donne e un uomo», precisa Cari. Intanto, decine di familiari e conoscenti si affollano intorno alle macerie, nella drammatica attesa di buone notizie.

Nel frattempo il bilancio si aggrava. Secondo gli ultimi dati i morti sono 27, tra i quali tre bambini fra i 4 e gli 8 anni e nove donne. Almeno 13 corpi sono stati tratti dalle macerie in varie zone di Durazzo, 11 a Thumana, e circa una ventina di chilometri a nord di Tirana, mentre una vittima e' stata trovata a Kurbin, circa 50 chilometri a nord della capitale. Mancano ancora una ventina di persone all’appello. Ecco perché, per oggi, è stata proclamata una giornata di lutto nazionale in memoria delle vittime e il governo albanese ha proclamato lo Stato di emergenza a Tirana e Durazzo. Un provvedimento, ha spiegato il premier Edi Rama, che durerà 30 giorni.

Il Papa stesso al termine dell’udienza generale ha ricordato l’Albania: «il primo Paese d'Europa che ho voluto visitare». E ha aggiunto: «Vorrei inviare un saluto» ed esprimere «la vicinanza al caro popolo albanese che ha sofferto tanto in questo giorni». «Sono vicino alle vittime, prego per i morti, per i feriti, per le famiglie. Che il Signore benedica questo popolo al quale io voglio tanto bene».

 

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