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giovedì 06 agosto 2020
 
grandi opere
 

Trasparenza e dialogo col territorio, la sfida del Terzo Valico

23/10/2017  Ciclocamminata con il commissario straordinario, Iolanda Romano, tra Novi Ligure e Tortona dove passerà la nuova linea ferroviaria ad alta velocità che collega Genova con Milano e l’Europa: «Vi racconto come coinvolgere cittadini e istituzioni in una grande opera»

Il Commissario di governo del Terzo Valico Iolanda Romano in bici durante la Ciclocamminata
Il Commissario di governo del Terzo Valico Iolanda Romano in bici durante la Ciclocamminata

«Ma l’avevate mai visto un commissario di governo in bicicletta?». Iolanda Romano abbozza un sorriso mentre pedala tra Novi Ligure e Tortona, nel basso Alessandrino, dove passerà il Terzo Valico dei Giovi, una delle venticinque infrastrutture dichiarate d’interesse strategico nazionale dal governo. Un progetto da 6,2 miliardi di euro, avviato nel 2012, fine lavori prevista nel 2021, lunghezza complessiva di 53 chilometri, di cui 37 in galleria e 16 all’aperto. Fa parte, come il tunnel del Gottardo, del corridoio europeo Reno – Alpi. Collegherà i porti di Genova e Savona con Milano, Torino e le grandi linee che, attraverso il cuore dell’Europa, giungono fino a Rotterdam. La Tav ligure toccherà 11 comuni delle province di Genova e Alessandria, a cavallo tra Liguria e Piemonte. Inevitabile (e pesante) l’impatto sul territorio anche se con una differenza sostanziale: per la Liguria sarà un passo avanti importante per il traffico di persone e merci mentre per l’alessandrino i vantaggi non sono chiarissimi.

Iolanda Romano, di professione architetto, è esperta di processi decisionali inclusivi basati sul coinvolgimento di cittadini e istituzioni direttamente interessati a opere come questa. Ha scritto per Chiarelettere un pamphlet Cosa fare, come fare sulla democrazia partecipata. Come commissario è arrivata a inizio 2016 quando il Terzo Valico era già a un buon punto con quattro dei sei lotti previsti già approvati. «Il Terzo Valico è utile? All’inizio me lo sono chiesto anch’io», dice mentre pedala in sella alla sua bicicletta insieme a 150 persone, giornalisti e numerosi sindaci del territorio che hanno aderito all’iniziativa della Ciclocamminata. «Ma è ancora più utile», aggiunge, «se riusciamo a dare risposte concrete ai bisogni del territorio. Il mio ruolo non è quello di esercitare il potere dall’alto ma anzitutto ascoltare, condividere e mettere insieme le istituzioni attorno ai problemi che via via emergono».

«I cittadini potranno avere i dati sull'amianto prima di me»

Si parte dal Museo dei Campionissimi di Novi Ligure dedicato a Fausto Coppi e Costante Girardengo. Un esempio di bisogno del territorio? «Nell’area archeologica di Libarna c’è un casello abbandonato di Ferrovie dello Stato ora occupato abusivamente. È una situazione che si può risolvere», dice Romano. «Alcuni cittadini e associazioni culturami mi hanno chiesto che Libarna, che è proprio in mezzo alla rete ferroviaria, sia collegata tramite autobus, forse non è possibile ma si può creare un collegamento su treno con una fermata ad hoc».

La passeggiata prosegue con le tappe al Museo dell’apicoltura al Maglietto, all’abbazia cistercense di Santa Maria di Rivalta Scrivia e al Castello medievale di Pozzolo Formigaro. «Un aspetto importante», chiarisce Romano, «è interrogarsi sulle esigenze di mobilità del territorio che chiede maggiori e più veloci collegamenti per i passeggeri».

L’altra nota dolente del Terzo Valico si chiama amianto. Iolanda Romano ha installatol’Osservatorio ambientale il 6 settembre scorso. A presiederlo è Claudio Coffano della provincia di Alessandria. «È una rivoluzione, non è mai accaduto che l’Osservatorio venisse insediato sul posto», spiega il Commissario, «in passato era al ministero dell’Ambiente, a Roma, e sul territorio si veniva solo per fare sopralluoghi e riunioni». La trasparenza nel fornire i dati è l’altro punto che sta a cuore al Commissario: «Senza trasparenza non c’è fiducia e senza fiducia il dialogo è impossibile», chiosa. Fa l’esempio proprio del monitoraggio ambientale sull’amianto: «Ho fatto installare 17 monitor elettronici nei 14 Comuni dei cantieri con i dati che arrivano in tempo reale», spiega, «i cittadini e gli operai li conoscono in tempo reale e prima di me».

Il tour prosegue con la visita all’area archeologica di Libarna, poi al Forte di Gavi, gioiello d’architettura militare e difensiva che fu penitenziario durante l’età Napoleonica e le due guerre mondiali. Infine, il Geosito di Carrosio. Romano ci tiene a chiarire qual è la natura del suo ruolo: «La mia attività di commissario», spiega, «viene valutata, per legge, ogni anno. Il mio compenso è suddiviso in due parti uguali: una fissa e una variabile, quest’ultima legata al raggiungimento degli obiettivi che ho concordato con il Ministero delle Infrastrutture. La mia figura è imparziale perché agisco per conto del governo e in autonomia rispetto ai soggetti che realizzano l’opera».

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