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sabato 24 ottobre 2020
 
USA
 

Trump difende il ragazzo killer

01/09/2020  Il presidente degli Stati Uniti getta benzina sul fuoco dopo i recenti episodi di violenza nelle città americane e giustifica il diciassettenne responsabile della morte di due manifestanti a Kenosha.

Noi e loro. I nostri e gli altri. Ancora una volta, di fronte alle vicende che hanno insanguinato in questi giorni le strade delle città americane, Donald Trump assume un atteggiamento partigiano. Invece di placare gli animi e trovare parole unificanti, Trump, come accusa il suo rivale Joe Biden, conferma di essere una “presenza tossica””A Portland un nostro supporter è stato ucciso. Non con i proiettili di vernice, ma con proiettili veri": cosi' Donald Trump ha ricordato la morte di Aaron J. Danielson, 39 anni, l’attivista di estrema destra morto durante gli scontri tra i manifestanti antirazzisti e i sostenitori del presidente americano avvenuti sabato scorso nella città dell’Oregon. Questi ultimi, sfilando con un corteo di pick-up e furgoni, avevano sparato proiettili di vernice contro i manifestanti, che da settimane organizzano proteste contro il razzismo e la brutalità della polizia.

Nel corso della conferenza stampa il presidente si e' rifiutato di condannare Kykle Rittenhouse, il diciassettenne suo sostenitore che il 25 agosto a Kenosha, in Wisconsin, armato di un fucile semiautomatico ha ucciso due persone durante gli scontri con i manifestanti antirazzisti. Secondo Trump, Rittenhouse si e' difeso. "Ci sono delle indagini, ma quando ha tentato di fuggire lo hanno attaccato in maniera molto violenta: probabilmente sarebbe stato ucciso”. Le proteste a Kenosha erano contro la brutalità della polizia, responsabile di aver gravemente ferito Jacob S. Blake, un uomo afroamericano di 29 anni colpito gravemente da un poliziotto il 23 agosto.

Trump visiterà Kenosha nella giornata di oggi, sfidando così le perplessità del governatore del Wisconsin, Tony Evers, e del sindaco della città, John Antaramian, che avrebbero preferito far decantare la situazione già tesa. La visita di Trump, invece, rischia di portare nuove tensioni. Fra l’altro  Trump non incontrerò i familiari di Jason Blake.

Trump ha ribadito che di fronte alla violenza potrebbe decidere di schierare nelle città la Guardia Nazionale."C'è una guerra”, ha detto,  “contro le forze dell'ordine. I democratici hanno perso il controllo e sono in mano alla sinistra radicale, alla criminalità, e i loro sindaci si rifiutano di mettere i rivoltosi in carcere. Invece quello che serve è tolleranza zero contro l'anarchia e la violenza, quello di cui abbiamo bisogno è ordine, altrimenti la democrazia è morta”. Su Twitter più volte Trump ha sintetizzato il suo messaggio con due parole scritte in maiuscolo: legge e ordine.

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