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mercoledì 22 gennaio 2020
 
 

Un papà: «Lasciateli vivere»

12/12/2014  La scuola è fondamentale nella formazione di un bambino, ma non è l'unica esperienza educativa. Costringere alunni di 6-9 anni a studiare a casa dopo aver trascorso otto ore tra i banchi è sbagliato.

La ricerca che racconta che i nostri figli sono fra i più oberati di compiti da svolgere a casa è stata una conferma di ciò che penso  da tempo: i bambini di oggi non hanno abbastanza tempo per... "vivere". Mi spiego: è giusto o, meglio, è positivo per la crescita del bambino che, dopo aver trascorso otto ore fra i banchi di scuola, una volta tornato a casa si debba rimettere sui libri? Attenzione: non è in questione l'utilità del compito a casa in sé - momento utile di elaborazione personale del lavoro svolto in classe - bensì la quantità, quindi il tempo extrascolastico  richiesto.

Così, se un bambino esaurisce la sua presenza in classe alle 13, e quindi ha davanti a sé l'intero pomeriggio, è sensato e utile che sia chiamato a studiare a casa: magari non in prima elementare, ma negli anni successivi, e con il giusto dosaggio di lavoro richiesto: una mezz'ora è un conto, due ore un altro. Se invece un bambino frequenta una scuola a tempo pieno, situazione comune a moltissimi allievi, le cose cambiano: si può chiedere a un ragazzino di 6-7-8-9 anni di chinarsi sui libri dopo aver trascorso un terzo della sua giornata, cioè otto ore, fra i muri della scuola? Diverso è, naturalmente, assegnare dei compiti da svolgere nel weekend, quando ha due giorni interi liberi davanti a sé. 

Il compito a casa dunque è utile e persino necessario, se viene impartito con equilibrio, intelligenza, senso della misura e, aggiungo, rispetto. Molto varia in relazione all'età dello studente e al numero di ore trascorse in classe, certo. Frequentare le scuole superiori o le medie o le elementari fa la differenza, perché differente è l'età in gioco. Tuttavia non bisogna cadere nell'equivoco che la scuola sia l'unico momento formativo nella vita di un ragazzo. Il tempo libero, l'amicizia, lo sport, la noia persino - come insegnano gli psicologi - sono necessari alla crescita di una persona. È sbagliato pensare che quanto più si riempie il loro tempo libero di compiti tanto più cresceranno. No, il ragazzo ha bisogno dei suoi spazi, dei suoi tempi, in cui sperimentarsi. Lasciamoli vivere, i nostri figli.

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