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sabato 11 luglio 2020
 
 

V come... una Rete contro i tiranni

09/04/2011  Parla uno dei ragazzi di Anonymous, il gruppo di hacker che ha collaborato con i giovani della rivolta araba. Le azioni contro Gheddafi e il sostegno ai blogger.

Simpatizzanti di Anonymous durante una manifestazione a Londra.
Simpatizzanti di Anonymous durante una manifestazione a Londra.

La maschera é quella di V di Vendetta, il fumetto di Alan Moore e David Lloyd poi adattato al cinema da James Mac Teigue. il film é ambientato a Londra nel 2038, l'Inghilterra é sotto un regime fascista, ogni libertà di espressione cancellata in nome della sicurezza nazionale. È qui che agisce il personaggio di V, eroe tragico che combatterà fino all'ultimo per denunciare le menzogne del regime e porvi fine.

     Vicious man è uno fra i numerosissimi membri che il collettivo Anonymous vanta nel mondo, certamente uno fra i più carismatici. Spesso ospite dei talk show francesi, questo personaggio misterioso, la cui voce tradisce la giovane età, é sempre protetto dalla maschera di V di Vendetta, cosí come tutti gli altri membri di Anonymous.

     "Il collettivo é transnazionale e transgenerazionale, agisce nel mondo intero in nome del rispetto delle libertà dei cittadini, contro la propaganda, le lobbies di potere, gli ostacoli al diritto di espressione". Così Vicious Man spiega il "manifesto" degli Anonymous. Sono migliaia le persone ad aver aderito sul web alle iniziative promosse dal gruppo. Ad Anonymous, o meglio a una sua "sezione" italiana, è stato anche attribuito il tentativo (fallito) di bloccare il sito Internet del Governo italiano nel febbraio scorso. "Siamo non violenti, i mezzi che adoperiamo per le nostre battaglie fanno largo uso delle nuove tecnologie, ma le nostre rimangono azioni pacifiche, deploriamo ogni forma di violenza".

   

Julian Assange.
Julian Assange.

     Il caso Wikileaks

     Di Anonymous si é cominciato a parlare dopo l'esplosione del caso Wikileaks, che per settimane ha monopolizzato l'attenzione del mondo intero. Naturalmente, per i "vendicatori mascherati", sorta di moschettieri moderni dove il computer sostituisce il fioretto, Julian Assange é un eroe. "Siamo stati noi a sabotare i siti internet di Mastercard e Visa che avevano bloccato, senza alcuna giustificazione, i conti correnti di Julian". E per avere una misura del successo dell'operazione, basti pensare che il software Low Orbit Ion Cannon (chiamato cosí in omaggio a Star Wars) che permette anche a chi non ha particolari competenze informatiche di partecipare ad attacchi cibernetici contro i siti di pagamento tipo Paypal, é stato scaricato circa 128.000 volte.

      Dopo la vicenda Wikileaks, Vicious Man si é ancora più impegnato nelle attività di Anonymous. "Quando il mondo arabo é insorto, abbiamo fatto la nostra parte", spiega. "Nel momento in cui Gheddafi ha cominciato a mandare carri armato contro i civili, molti membri di Anonymous hanno organizzato azioni di disturbo contro il governo libico".

- Azioni di che tipo?

     "Sono stati sabotati i telefax degli uffici governativi, faxando al loro numero dei fogli completamente neri. L'inchiostro dei fax in questo modo, si esauriva immediatamente e il surriscaldamento li mandava in tilt. Coi fax fuori uso, la polizia era meno efficente, molte persone hanno potuto sottrarsi agli arresti e alle esecuzioni sommarie".

     Anonymous ha contribuito inoltre a sostenere le attività dei blogger tunisini, egiziani e libici. " Abbiamo fornito loro dei canali sicurizzati e dei codici criptati con dei numeri di telefono. Quando Internet é oscurata dalla censura, rimane ancora il telefono, cosí hanno potuto informarci sulle barbarie commesse dai tiranni".

Un'immagine scattata durante le manifestazioni in siria.
Un'immagine scattata durante le manifestazioni in siria.

    

     Come racconta Vicious Man, nella "primavera araba" Anonymous e i blogger sono stati attori protagonisti. Per i giovani libici che affrontano l'ira di Gheddafi,  Mohammed Nabbous, il blogger ucciso da un cecchino, é il nuovo eroe nazionale. "Mo", come veniva chiamato famigliarmente, gestiva la web tv Lybia Alhurra, il miglior sito per seguire in diretta gli avvenimenti. Una squadra di moderatori da ogni parte del mondo, appartenenti alla diaspora libica, gestiscono una chat e diffondono video in live stream.

     I loro contatti sul posto, quali lo scomparso Nabbous, svolgono il ruolo di corrispondenti. Sono per la maggior parte ingegneri in telecomunicazioni. Anche Mohammed lo era, lavorava per Telecom Libia. In Siria, sono ancora i social network ad avere un ruolo cruciale. Nel Paese in fiamme, é in corso una guerra tra giovani. Da una parte ci sono i giovani  che diligentemente hanno ereditato le abitudini delle vecchie generazioni e le hanno fatte proprie. Come il presidente trentaquattrenne Bachar El Assad, che da grande voleva fare l'oftalmologo ma alla morte del fratello maggiore é stato richiamato in patria in tutta fretta. Ha lasciato gli studi londinesi, il campus, e ha preso il ruolo del padre.

    Dall'altra parte ci sono gli altri giovani, quelli scesi per le strade, quelli che credono in un mondo nuovo, che vogliono emanciparsi dal vecchio, quelli che il 15 marzo scorso, proprio su Facebook hanno invitato i cittadini alla rivolta. Il pc, la mela di Apple, da meri strumenti di lavoro sono diventati simbolo di gioventù e di ribellione, non fine a se stessa, ma finalmente, in nome di ideali. La generazione Anonymous pensa al domani con un occhio di riguardo al passato lontano. Non a caso la maschera che indossano é quella di V, che a sua volta é stata ispirata da Guy Fawkes, cittadino inglese vissuto nel 1500, leader della cosiddetta Cospirazione delle Polveri, messa in atto per protestare contro il re e la sua politica intollerante.

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