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domenica 25 ottobre 2020
 

A chi conviene l'accordo tra Hamas e Fatah

Una manifestazione di palestinesi a Ramallah (Reuters).
Una manifestazione di palestinesi a Ramallah (Reuters).

Per la terza volta in pochi anni, i due principali fronti politici palestinesi, Fatah e Hamas, avrebbero raggiunto un accordo di "solidarietà nazionale": Governo provvisorio e poi, tutti insieme, elezioni. Condizionale più che d'obbligo, nulla infatti garantisce che anche questo "accordo" diventi lettera morta in poco tempo.

Il Governo di Israele ha subito detto che il patto tra Fatah (che governa la Cisgiordania) e Hamas (che governa la Striscia di Gaza) manda a monte i colloqui di pace, perché Hamas non riconosce il diritto di Israele a esistere ed è un'organizzazione terroristica, e gli Stati Uniti si sono prontamente accodati.

Posizione formalmente ineccepibile, quanto dicono di Hamas è vero. La mia personalissima impressione, però, è un pò più sfumata e si riassume in una domanda: perché Israele dovrebbe volere un trattato di pace con i palestinesi? Lo Stato ebraico oggi vince in ogni caso: con le guerre, pur dolorose, ha sempre guadagnato in territorio e in controllo sui palestinesi; senza guerre anche, con gli insediamenti che non si fermano e neppure rallentano. E infatti sarà un caso ma a questo trattato non si arriva mai.

Certo non mancano le responsabilità (o irresponsabilità) palestinesi, che sono enormi. Ma la fatica della pace ricade innanzitutto sul vincitore, che senza ombra di dubbio è Israele.

La riunificazione tra palestinesi è la mossa della disperazione. Hamas è alle corde nella Striscia, dopo che l'Egitto ha chiuso le frontiere e i tunnel: ed è giusto che sia così, per la politica demenziale di cui si diceva a cui si è affiancata l'intromissione nelle vicende interne egiziane, in particolare nel Sinai. Ma anche Fatah in Cisgiordania è alle strette, per la politica (a mio avviso non molto meno demenziale) di Israele di cui si diceva. 

Questo accordo, o presunto tale, avrà un senso solo se Hamas si sposterà sulle posizioni di Fatah: accettazione di Israele e rinuncia alla lotta armata. Dubito che questo avverrà (e in ogni caso bisognerebbe poi vedere come reagirebbero le brigate della Jihad islamica di Gaza, gli sparatori di missili). Ma se avvenisse, che scusa troverebbe a quel punto Israele, con la fedele dama di compagnia americana? 



 

 



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26 aprile 2014

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