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domenica 20 ottobre 2019
 

Anidride carbonica e riscaldamento del pianeta

Egregio direttore, le scrivo riguardo l’articolo “Il mondo rischia di soffocare” nel n. 27. Dal titolo si deduce che la CO2 sia la causa del riscaldamento del pianeta, ma in realtà il suo aumento e il riscaldamento sono due co-effetti della deforestazione e dell’inquinamento dei mari. Dalla fine dell’Ottocento la concentrazione di anidride carbonica è raddoppiata, ma il vapor d’acqua nell’aria gli è circa venti volte superiore. La molecola dell’acqua è assai più efficace di quella della CO2 nel dare “l’effetto serra”, ovvero assorbire la radiazione infrarossa e generare calore. Quindi, se anche togliessimo tutta la CO2 dall’aria, non otterremmo alcun raffreddamento sensibile dell’atmosfera.

Riguardo la deforestazione e l’inquinamento dei mari, essi causano una riduzione della fotosintesi clorolliana sia a causa del taglio delle piante sulla terra che a causa della morte del fitoplancton nei mari, che agisce come le piante riguardo la fotosintesi. Le piante e il fitoplancton hanno bisogno di molta energia per trasformare la CO2 e l’acqua in carboidrati e ossigeno e questa energia la prendono dalla luce solare. Tagliate le piante e ucciso il fitoplancton, l’energia della luce solare, non più trasformata in energia chimica, diventa calore che scalda l’aria e l’acqua dei mari e rimane anche più CO2 inutilizzata nell’atmosfera e dunque si giustifica il termine “co-effetto”. S

enza scomodare la termodinamica, tutti sanno che un prato al sole si riscalda meno di un marciapiede e, d’altra parte, è già assodato che i mari si stiano riscaldando. A peggiorare le cose, la deforestazione è maggiore nelle zone tropicali dove l’insolazione è più intensa. Certamente sarà un bene ridurre le emissioni di CO2 ma è meglio impiegare risorse economiche nel disinquinamento e nell’aumento del manto vegetale, il lettore immagini i muri delle città ricoperti di rampicanti e intuirà che vi farà più fresco.

EUGENIO ROSIN - Casarsa (PN)

Grazie per queste delucidazioni. Credo che, al di là di dove sia meglio impiegare le risorse economiche, ci sia da cambiare la nostra mentalità, riconoscendo che la salvaguardia dell’ambiente non è solo un problema politico-economico, tanto meno la fissazione di qualche ecologista. Come ricorda papa Francesco nell’enciclica davvero profetica Laudato si’, la Terra in cui viviamo è la nostra madre, la nostra casa comune. E noi tutti siamo chiamati ad amarla, a preservarla, anche con i nostri comportamenti quotidiani.


01 agosto 2019

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