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domenica 22 luglio 2018
 

Appello per i lavoratori di Mediaset

Una preghiera perché Dio «converta i cuori dei terroristi» e un appello per il lavoratori di Mediaset impegnati in una difficile vertenza sul trasferimento a Milano della sede di Roma. Papa Francesco, nel corso del Regina Coeli, esprime, dopo averlo già fatto a Genova, la sua « vicinanza al caro fratello, il papa Tawadros II, e a tutta la nazione egiziana che due giorni fa ha subito un altro atto di feroce violenza», parla dei martiri che non hanno abiurato la loro fede e che, per questo, sono stati assassinati. Ma parla anche delle vittime «dell’orribile attentato di Manchester, dove tante giovani vite sono state crudelmente spezzate». Ringrazia Genova, per l’accoglienza calorosa che gli ha riservato. E, come aveva già fatto ieri mattina nel primo incontro nei capannoni dell’Ilva, torna a parlare del diritto al lavoro, «il primo diritto», lo chiama. Lo fa salutando «i lavoratori di Mediaset Roma, con l’auspicio che la loro situazione lavorativa possa risolversi, avendo come finalità il vero bene dell’azienda, non limitandosi al mero profitto ma rispettando i diritti di tutte le persone coinvolte e il primo è il diritto al lavoro».

Prima aveva spiegato il Vangelo di oggi e il senso della festa dell’ascensione, cioè la missione. «La Chiesa esiste per annunciare il Vangelo, solo per quello e anche la gioia della Chiesa è annunciare il Vangelo!», dice Bergoglio. «La scena evangelica è ambientata in Galilea, il luogo dove Gesù» aveva chiamato i discepoli «a seguirlo e a formare il primo nucleo della sua nuova comunità. Adesso quei discepoli sono passati attraverso il “fuoco” della passione e della risurrezione; alla vista del Signore risorto gli si prostrano davanti, alcuni però sono ancora dubbiosi. A questa comunità spaurita, Gesù lascia il compito immenso di evangelizzare il mondo; e concretizza questo incarico con l’ordine di insegnare e battezzare nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo».

Per questo l’Ascensione costituisce «il termine della missione che il Figlio ha ricevuto dal Padre e l’avvio della prosecuzione di tale missione da parte della Chiesa. Da questo momento, infatti, la presenza di Cristo nel mondo è mediata dai suoi discepoli, da quelli che credono in Lui e lo annunciano. Questa missione durerà fino alla fine della storia e godrà ogni giorno dell’assistenza del Signore risorto». E la Chiesa, conclude il Papa «siamo tutti noi battezzati. Oggi siamo invitati a comprendere meglio che Dio ci ha dato la grande dignità e la responsabilità di annunciarlo al mondo, di renderlo accessibile all’umanità. Questa è la nostra dignità, questo è il più grande onore di ognuno di noi, battezzati tutti!».


28 maggio 2017

 
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