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domenica 25 ottobre 2020
 

Case di riposo: anziani sequestrati?

Non ci interessa più, ormai. Dopo gli errori commessi, lo sdegno comune, il dolore di alcuni. A chi può interessare un vecchietto rinchiuso in una casa di riposo? A chi importa se rimane solo, isolato al limite del sequestro, semisepolto prima del tempo (che arriverà per tutti)? Non siamo riusciti a difenderli quando il Covid impazzava, anzi. E ora? Subito dopo la tragedia abbiamo iniziato i mea culpa, commuovendoci di fronte ai nostri anziani che morivano da soli senza il conforto dei propri cari. Ora ciò che conta è che non siano più un problema e allora, per evitare nuove tragicità e nuove responsabilità, chiudiamoli al sicuro con “due mandate” di serratura. Così se prima morivano senza il conforto dei propri cari, ora vivono, o sopravvivono, senza questo affetto. In tutte le Rsa la normativa è chiara e rigida: sono escluse le visite dei parenti. Uniche possibilità: videochiamate o appuntamenti settimanali, o addirittura quindicinali, per incontri a distanza. È una non-vita a cui li abbiamo condannati. Ma l’importante è tornare a far volare l’economia e distribuire a pioggia beneci a questo o quel settore economico. E le realtà dove i nostri anziani trascorrono i loro ultimi giorni? Non si può pensare a quelle senza trascurare queste?

ROBERTO RUZZA - Pavia

In questi mesi si è parlato molto della realtà delle case di riposo e dell’importanza di non lasciare soli gli anziani. Su queste pagine siamo intervenuti più volte, per denunciare il dramma causato dal Covid in alcune strutture, ma anche per raccontare gli esempi positivi di rinnovate forme di incontro tra anziani e ragazzi (“Nonni alla riscossa” era il titolo di copertina del n. 26). Come tu giustamente ci ricordi, caro Roberto, non dobbiamo tornare a dimenticarci di chi è più in là con gli anni. Papa Francesco ha detto che bisogna attivare la «fantasia dell’amore» Le norme sanitarie vanno rispettate, e aprire in modo indiscriminato le visite ai parenti non farebbe che mettere a rischio la vita di chi è fragile. Tuttavia si possono mettere in atto tante strategie di incontro: videochiamate, cartoline, incontro di persona con mascherine e uso di plexiglas. Molti ragazzi, di associazioni o parrocchie, si sono organizzati, memori delle parole del Papa: «Ciascuno di questi anziani è vostro nonno!». Le istituzioni, nazionali e locali, dovrebbero darsi da fare a loro volta, stanziando fondi ad hoc, ma anche aiutando le famiglie a far rimanere nonni e nonne a casa propria.


19 agosto 2020

 
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