logo san paolo
sabato 22 settembre 2018
 

"Disimpegno morale": l'arte italiana di liberarsi del senso di colpa

Sembra che la nuova usanza nazionale sia il “disimpegno morale”. Che consiste in tutto ciò che l’individuo mette in atto quando cerca di liberarsi dal senso di colpa. Distorcendo la realtà delle azioni compiute, o confrontando la propria condotta immorale con altre peggiori, o attraverso una giustificazione buonista verso sé stesso. Un esempio è lo stesso bullismo, che attraverso una prevaricazione porta a un disimpegno morale nei confronti delle proprie azioni negative.

Anche la politica nazionale ci offre esempi eclatanti di disimpegno morale, tanto che le istituzioni sono sentite sempre più lontane e sorde ai bisogni della gente, con un netto contrasto tra dichiarazioni di intenti e realtà. Altri esempi sono nell’informazione faziosa e nella sanità, come nel caso del piccolo Alfie Evans, che ha toccato la coscienza del mondo intero. Si potrebbero citare tantissimi altri esempi in cui la liberazione dal senso di colpa consente all’individuo di disinnescare temporaneamente la sua coscienza personale, compiendo il male ma continuando a vivere bene.

FABIO BARBAROSSA Medico di famiglia

Certamente questo meccanismo psicologico che tu chiami disimpegno morale serve a vincere il senso di colpa che dovrebbe nascere dalla prevaricazione sui più deboli, dalle promesse non mantenute eccetera. È comunque un problema di coscienza, che deve essere formata alla verità, alla giustizia, all’amore. Io penso, tuttavia, che se anche all’esterno le persone che si comportano male sembrano serene, nel profondo del loro cuore sentono che qualcosa non va. Dio parla nella coscienza di ciascuno, ma non per condannarci, ma perché ci rendiamo conto di noi stessi e riprendiamo la via del bene. Solo questo ci dona davvero la pace e ci fa anche dormire sonni tranquilli.


23 maggio 2018

I vostri commenti
5
scrivi

Stai visualizzando  dei 5 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo