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giovedì 28 maggio 2020
 

Domenica di Pasqua nella risurrezione del Signore - 12 aprile

Ho visto il Signore!» Con queste parole Maria di Magdala per prima annuncia ai discepoli ciò che in quel momento sembrava un’assurdità, una cosa impossibile. Eppure da quel momento, l’annuncio pasquale risuona in tutto il mondo e per tutti gli uomini.

Il dono straordinario di incontrare il Signore risorto, come ci racconta il testo degli Atti degli Apostoli, non era stato all’inizio della Chiesa un privilegio della Maddalena ma un dono per l’intero collegio apostolico. San Paolo va ben oltre e, scrivendo ai cristiani di Corinto, collega l’annuncio pasquale a una sorta di piccolo elenco di coloro a cui il Signore è apparso, che faceva parte dell’annuncio stesso: «È risorto il terzo giorno secondo le Scritture, e apparve a Cefa e quindi ai dodici. In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta… ultimo fra tutti apparve anche a me».

Dunque, ci ricordano le Scritture, c’è un legame molto stretto tra l’esperienza di Gesù risorto e l’annuncio pasquale, cioè coloro che annunciano la risurrezione, sono coloro che lo hanno visto e lo hanno incontrato dopo la sua passione e la sua morte. Un incontro per molti inaspettato e sorprendente, a cominciare da Maria di Magdala, la quale pur conoscendo bene il Signore, non lo riconosce se non quando si sente chiamata per nome. Anche in molti altri casi i Vangeli ci raccontano la medesima di‘fficoltà nel riconoscerlo: per tutti la sua morte aveva davvero signi’cato la fi’ne di tutto.

Ma in questo giorno l’annuncio che la morte è sconfi’tta è davvero un grido e una promessa di vita. Le settimane che abbiamo vissuto ci hanno profondamente segnato, abbiamo attraversato una Quaresima che mai ci saremmo aspettati: la malattia con cui ci siamo dovuti confrontare, le tante restrizioni a cui non eravamo abituati, il senso di incertezza e di paura, così di–ffusi tra la gente e dentro di noi, hanno avuto per tantissime persone lo stesso e–ffetto della passione del Signore. Chi aveva assistito alla sua condanna a morte, non aveva potuto pensare null’altro se non «è ’nita!».

È per questo che l’annuncio della risurrezione del Signore, la novità che ancora una volta siamo invitati a celebrare, oggi ha un signifi’cato ancora più forte: la morte è vinta, il male è stato scon’fitto, la tristezza e la paura che avevano riempito il cuore dei discepoli e il nostro cuore, oggi possono lasciare spazio alla gioia e alla speranza. Per un credente oggi si rinnova un compito ancora più importante: di–ffondere gioia e speranza, a partire dalla Pasqua di Gesù.

Anche per noi allora è decisivo poterlo incontrare, poterlo riconoscere vivo e risorto nella nostra vita.Ma non è facile: come per la Maddalena, anche a noi può accadere di non riuscire a riconoscerlo pur avendolo davanti a noi, sulla nostra strada; eppure il Signore è accanto a noi, è con noi. Donaci allora occhi capaci di riconoscerti vivo e presente in mezzo a noi, rendi anche oggi la tua Chiesa capace di portare l’annuncio pasquale: la morte è sconfi’tta, Gesù è risorto, la vita nuova è donata a tutti.


09 aprile 2020

 
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