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domenica 22 luglio 2018
 

Seat Connect: e ora ai post di Facebook si risponde con la voce

Il nostro viaggio nelle auto sempre più tecnologiche continua con un modello che non ti aspetteresti di guidare alla frontiera della connettività a bordo, e invece è una delle automobili più pimpanti dal punto di vista degli aggiornamenti nei servizi wireless: la Seat Ibiza, nella versione Connect, i cui clienti sono più giovani rispetto alla media, dunque con una più spiccata curiosità verso le automobili connesse. I servizi della Seat Connect che immediatamente, una volta alla guida, ci hanno più colpito: 

1. Innanzitutto, i report della viabilità, richiamabili facilmente sul display con il tasto "Traffic", precisi e puntuali su tutti i nodi problematici segnalati sulla rete autostradale e sulle tangenziali.

2. Un'intelligente informazione sui tempi di recupero della stanchezza alla guida: una tazzina di caffè stilizzata compare ogni 100 chilometri per suggerire chi è al volante di fare una pausa alla stazione di servizio.

3. La precisissima indicazione vocale di code o rallentamenti o incidenti due chilometri prima di riscontrare il problema. 

4. Al momento di spegnere l'auto, la Seat Connect, al quale per esempio è collegato il nostro iPhone in modalità Apple Car, segnala con un pop-up sul dispaly di non dimenticare il telefono mobile a bordo.

5. Quando il serbatoio va in riserva, il computer chiede con un messaggio se si vuole visualizzare sullo schermo le stazioni di servizio più vicine: basta cliccare "Ok" e si apre il navigatore con le indicazioni stradali per raggiungere il punto di rifornimento. 

E' un mondo in rapidissima evoluzione: di recente il mensile Quattroruote sul proprio sito ha dato conto dello scenario previsto dagli analisti di Juniper Research, che si spingono a descrivere «un futuro in cui le Sim di bordo e gli infotainment di nuova generazione (come Apple CarPlay e Android Auto) occuperanno in pianta stabile il traffico cellulare globale, fino a saturarlo quasi completamente». Sempre secondo questi ricercatori, «entro il 2021 le automobili occuperanno il 98% del traffico dati M2M, cioè machine to machine». Praticamente il traffico Internet si trasferirà completamente da e verso l'automobile. Una prospettiva che per certi aspetti è anche preoccupante, soprattutto per impatto sulla sicurezza di guida.

Nell'attesa di un futuro che supererà forse la fantasia degli sceneggiatori di Blade Runner, rimaniamo alla tecnologia già disponibile. Per qualche giorno abbiamo provato la Seat Connect, listino a partire da 15.000 euro: una vera e propria gamma che si rinnova completandosi dal punto di vista tecnologico con il sistema di infotainment Media System Plus: schermo touchscreen da 6,5 pollici ad alta risoluzione e processori all’avanguardia per un avviamento e un calcolo della rotta più rapidi; vivavoce Bluetooth con comandi vocali e funzione streaming audio, ingressi AUX, USB e SD e lettore CD mp3.

La Ibiza Connect offre anche la tecnologia Full Link, che porta la "piccola" di casa Seat tra le pioniere dell’era della connettività tra lo smartphone e l’automobile. E uno dei punti di forza della gamma è lo smartphone Samsung Galaxy A3, design ultrasottile e compatto, tra le dotazioni di serie, interfaccia perfetta per apprezzare tutte le funzionalità della tecnologia Full Link. Questi sistemi garantiscono inoltre un livello completamente nuovo di connettività: il Media System Plus e il navigatore satellitare possono essere connessi con MirrorLink, Google Android Auto e Apple CarPlay, usando il Full Link. Ciò consente una connessione diretta tra lo smartphone e lo schermo della vettura, sfruttando l’utilizzo di svariate app direttamente dallo schermo tattile da 6,3” della Alhambra e da 6,5” della Ibiza e della Leon.

Inoltre, la nuova Seat ConnectApp sfrutta l’integrazione di MirrorLink, permettendo al conducente di rimanere sempre connesso, senza distogliere l’attenzione dalla strada. Tra le sue principali funzioni, Read to me e Voice Reply: la prima è una funzione di lettura del testo in grado di convertire i messaggi in arrivo (ad esempio e-mail, messaggi di testo, account Facebook o Twitter) in messaggi vocali, leggendoli ad alta voce e in modo chiaro; la funzione Voice Reply, invece, consente di “dettare” a voce le risposte ai nuovi post, evitando le distrazioni causate dall’esigenza di digitarle sullo schermo.

Un'altra funzione interessante è il Gesture control, che permette di accedere a funzioni come le chiamate o i contatti della rubrica direttamente sul touchscreen del sistema infotainment, attraverso semplici movimenti delle dita. La schermata di benvenuto della Seat ConnectApp fornisce così informazioni personalizzabili, come le previsioni meteo aggiornate o appuntamenti importati dal proprio account Facebook. Ovviamente la casa spagnola/tedesca garantisce la sicurezza dei dati: il backend della ConnectApp, infatti, non memorizza dati personali che non siano l’indirizzo e-mail e i dati tecnici della vettura, facendo sì che restino memorizzati in modo completo ed esclusivo solo sullo smartphone del proprietario.

Già all'inizio di quest'anno  la Seat, la Samsung e la SAP (leader mondiale nelle applicazioni destinate alle aziende, nelle reti aziendali e nel cosiddetto Internet delle cose) avevano stretto un’alleanza per progetti futuri incentrati sullo sviluppo della vettura connessa. «La connettività è un fattore chiave per noi», spiega Luca de Meo, presidente della Seat. «Questa alleanza tecnologica rafforza il nostro intento di collaborare con i migliori partner per dare vita a nuovi ecosistemi di mobilità». L’obiettivo, comune ormai atutte le case automobilistiche, è garantire all’utente una connettività sicura e senza soluzione di continuità mentre si è alla guida.

Alcuni esempi: un’applicazione consente di prenotare e pagare un parcheggio senza scendere dalla vettura. Forti del successo ottenuto dalla piattaforma Samsung Pay in Corea del Sud e negli Stati Uniti, è previsto che questo servizio di pagamento mobile raggiunga il mercato europeo nei prossimi mesi. Il valore aggiunto di questa App è permettere agli utenti di prenotare un parcheggio ovunque si trovino grazie alla funzione di riconoscimento delle impronte digitali, poter raggiungere la destinazione grazie alla funzione di navigazione e di far sì che la sbarra d’ingresso si alzi automaticamente all’arrivo della vettura. Quando la vettura lascia il parcheggio, il pagamento viene effettuato direttamente attraverso l’App, senza bisogno di scendere dall'auto.

Non solo: è allo studio anche una forma particolare di car sharing grazie a una chiave digitale, capace di autorizzare qualcuno a guidare la propria auto attraverso la funzione di lettura delle impronte digitali, ovunque ci si trovi. Sempre Seat e Samsung hanno presentato un’evoluzione della Digital Key:  sarà inoltre possibile stabilire un termine temporale per il duplicato della chiave digitale, allo scadere del quale non sarà più possibile condividere la vettura. In una fase più avanzata del progetto sarà poi possibile configurare e limitare una serie di funzionalità o prestazioni, tra cui, per esempio, impostare la velocità massima. La funzione permette di autorizzare con modalità assolutamente sicure un’altra persona a utilizzare la vettura trasferendo una copia virtuale della chiave digitale al suo smartphone o dispositivo mobile, creando un “duplicato virtuale”. Questa innovativa soluzione sarà in futuro disponibile per le vetture Seat.

Ma tutta la progressione del marchio Seat è all'insegna dell'innovazione, a 360 gradi. Proprio di recente l'azienda  ha presentato due progetti in ambiti diversi tra loro, in collaborazione con importanti realtà extra settore. Il primo percorso vede come interlocutore l'Università di Harvard. Stefanos N. Kales, docente a capo del programma di Medicina del Lavoro, insieme a Luca de Meo, Presidente della Seat, S.A. e Xavier Ros, vicepresidente per le Risorse Umane, si sono incontrati per dare inizio a uno studio congiunto sulla correlazione tra alimentazione sana e salute sull’ambiente di lavoro, partendo dalla dieta mediterranea che vige in Seat. Inoltre, questa unione consentirà di creare in futuro un programma di post dottorato specializzato in medicina del lavoro, con la supervisione di Docenti di Harvard. Una dimostrazione concreta, come sta avvenendo anche in altre aziende nel mondo, in altri settori, di attenzione alla salute sul luogo di lavoro per i propri dipendenti.


23 agosto 2016

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