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sabato 22 settembre 2018
 

È valido il Rosario trasmesso in differita Tv?

Carissimo don Antonio, sono un pluridecennale abbonato a Famiglia Cristiana e per anni ho seguito il Rosario da Lourdes alle 18, attraverso Tv2000. Sono poi passato all’edizione delle ore 20, ora trasmessa da una parrocchia della Campania. Mi sono accorto che il video è registrato da alcuni mesi. Infatti i fedeli presenti, pur essendo in pieno inverno, sono vestiti con abiti estivi. Osservando altri fedeli sembra che la trasmissione sia sempre la stessa di settimana in settimana. Mi è venuto un dubbio sulla validità liturgica della partecipazione a tale rito (in particolare per la benedizione finale), indipendentemente dalla sincera partecipazione da parte dei fedeli remoti. Può darmi un chiarimento in materia?

PAOLO

La recita del Rosario che va in onda su Tv2000 è trasmessa in diretta da Lourdes alle ore 18. Da un po’ di tempo l’edizione delle 20 è ripresa nella parrocchia di San Pietro apostolo a Conca della Campania, con la preghiera rivolta a Maria che scioglie i nodi. Non so se il programma sia in diretta come quello da Lourdes (dove viene segnalato in sovrimpressione). Tuttavia, per quanto riguarda il Rosario, non è un problema.

Non si tratta, infatti, di una celebrazione liturgica ma di un cosiddetto «pio esercizio», peraltro ripetutamente raccomandato dai Papi. Secondo il Direttorio su pietà popolare e liturgia il termine pio esercizio «designa quelle espressioni pubbliche o private della pietà cristiana che, pur non facendo parte della liturgia, sono in armonia con essa, rispettandone lo spirito, le norme, i ritmi; inoltre dalla liturgia traggono in qualche modo ispirazione e a essa devono condurre il popolo cristiano». Una delle differenze tra liturgia e pio esercizio è che quest’ultimo è sempre facoltativo.

Circa la benedizione finale, anche se fosse “in differita”, conserva il suo valore di invocazione al Signore a beneficio del fedele. Il destinatario la riceve nel momento in cui l’ascolta e si fa il segno della croce, così come la benedizione mandata per iscritto dal Papa, da un vescovo o da un sacerdote, viene ricevuta al momento della lettura del messaggio.


29 marzo 2018

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