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giovedì 21 marzo 2019
 

«Faccio donazioni, dopo gli ultimi scandali, protrò stare tranquilla?»

Sono una persona che ha sempre dato agli altri. Non sono ricca ma neanche povera, però sono convinta che dare è un dovere. Ho dato alla Caritas italiana, all’Unicef, ad ActionAid, a persone vicine non abbienti, alla parrocchia. Non voglio vantarmi perché so che la destra non deve sapere ciò che fa la sinistra. Se qualche volta ho detto delle mie offerte è per convincere gli altri a fare altrettanto. Ultimamente, però, sentendo fatti di cronaca e leggendo libri e giornali, mi chiedo che cosa fanno i vari enti dei nostri soldi. A chi donare perché le nostre offerte vadano a buon fine? Io rinuncio a tante cose per fare quelle offerte (che non sono spiccioli), ma lo faccio con il cuore. Mio marito mi dice di conservare quei soldi per i nostri tre figli, ma io sono convinta che, credendo in un unico Padre, tutti siamo parte di una grande famiglia.

ANNA

Grazie, Anna, per le tue parole e per il tuo esempio. Ciò che conta è che tu doni «con il cuore», credendo nell’unico Padre che fa di noi tutti una grande famiglia. L’amore è questo: pura gratuità, fraternità. Per questo, però, sono ancora più responsabili coloro che usano le offerte che vengono da persone buone come te. A qualunque associazione appartengano, dovrebbero imprimersi nel cuore e nella mente da dove provengono i fondi che usano.

I recenti fatti di cronaca sul cattivo comportamento di alcuni membri di Ong fanno perciò davvero male, perché incrinano la fiducia della gente, feriscono il buon cuore di tanti. Va anche detto, però, che si tratta di casi isolati; che in generale le associazioni sono affidabili, specialmente quelle ecclesiali o che fanno capo a istituti missionari. E che, come ho scritto all’inizio, ciò che conta prima di tutto è il cuore con cui doniamo.


09 marzo 2018

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