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giovedì 21 marzo 2019
 

«Francesco non è solo: quante critiche a ogni Papa!»

(foto Reuters)
(foto Reuters)

Gentile direttore, da più parti si accusa questo Papa di parlare troppo di immigrati. Eppure papa Francesco parla di tante cose e sul tema dell’immigrazione non parla solo di accoglienza, ma anche delle ragioni per cui tanta gente è costretta a fuggire dai propri Paesi martoriati dalle guerre, spesso fomentate dai Paesi occidentali, e sfruttati dalle multinazionali. E non manca certo il Papa di confermare i fratelli nella fede! Nella Chiesa cattolica ci sono sempre state correnti più o meno tradizionaliste o innovative che criticavano i Papi dal loro punto di vista. Chi non ricorda le feroci critiche a san Giovanni XXIII e san Paolo VI, sfociate poi in un piccolo scisma causato dai cosiddetti lefebvriani che non accettarono le innovazioni del Concilio Vaticano II? E che dire di Benedetto XVI, accusato da certe frange di cattolici “progressisti” di essere troppo tradizionalista? Il mio vecchio parroco diceva che abbiamo il Papa giusto per ogni stagione e forse è proprio così.

ALFIO BETTIN

Mi piace, caro Alfio, la massima del tuo vecchio parroco. D’altra parte noi crediamo che la Chiesa è guidata dallo Spirito Santo, il quale sa scrivere diritto anche sulle nostre righe storte. Aggiungo solo che papa Francesco non parla solo di migranti, come qualcuno a volte pensa. Certo, è un tema che gli sta a cuore, perché forse più di altri comprende che si tratta di un dramma del nostro tempo, che richiede una risposta dalle diverse nazioni e un adeguato atteggiamento da parte di noi cristiani. D’altra parte lui stesso è figlio di immigrati.

Tuttavia Francesco ha toccato un’infinità di altre tematiche nel suo magistero. Pensiamo solo ai principali documenti pontifici, incentrati sull’evangelizzazione, la cura della nostra madre terra, la famiglia, la santità. Forse il filo rosso che unisce tutto è l’immagine di Dio che ci ha fatto conoscere il suo Figlio Gesù, quella di un Padre misericordioso. Purtroppo, ed è una “malattia” del nostro tempo, ciascuno seleziona quello che gli fa più comodo, o che corrisponde alla propria visione preconcetta.


15 febbraio 2019

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