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domenica 22 luglio 2018
 

«Gesù è "risorto il terzo giorno": ma come si conta esattamente?»

La mia domanda sembra una banalità, ma ha creato dubbi nei confronti di un mio amico. La risurrezione di Cristo è avvenuta effettivamente la domenica così come comunemente festeggiamo o il lunedì di Pasqua? Come si calcolano i tre giorni dalla morte di Gesù?

CLAUDIO

San Paolo, nella prima lettera ai Corinzi, afferma che Cristo «è risorto il terzo giorno secondo le Scritture» (15,4). Questa affermazione ha diversi livelli di significato. Certamente uno cronologico, che corrisponde all’annuncio della risurrezione ricevuto dalle donne «dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana» (Matteo 28,1). A testimonianza di ciò ancora oggi i cristiani celebrano la risurrezione di Cristo la domenica, chiamata appunto Dies Domini, il giorno del Signore. Da questo punto di vista il terzo giorno è la domenica, preceduta dal venerdì e dal sabato. Da ricordare che per gli antichi il giorno iniziava alla sera. Per questo la celebrazione della risurrezione di Cristo viene celebrata nella Veglia pasquale, nella notte di quello che per noi è il sabato.

C’è anche un significato simbolico, che indica il terzo giorno come quello della risurrezione. Nel libro della Genesi si legge: «Il terzo giorno Abramo alzò gli occhi e da lontano vide quel luogo» (22,4). Secondo una tradizione rabbinica il terzo giorno è quello in cui la vita viene restituita ai morti, come scrive il profeta Osea: «Il terzo giorno ci farà rialzare e noi vivremo alla sua presenza» (6,2). L’espressione «il terzo giorno» indica perciò la fede nella risurrezione, compresa la nostra, di cui quella di Cristo è la primizia (vedi 1Corinzi 15,20).


10 maggio 2018

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