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La depressione: una malattia non uno stigma

Si insinua nel cuore e nella mente. E un velo di tristezza avvolge ogni pensiero fino a paralizzarci. Tutto diventa difficile, anche le piccole azioni quotidiane mentre le relazioni affettive subiscono un tracollo. È il male oscuro che colpisce milioni di persone: entro il 2030, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), la depressione sarà la malattia cronica più diffusa nel mondo. In Italia ne soffrono già 4,5 milioni di persone e le donne, rispetto agli uomini, ne sono coinvolte in una proporzione doppia. Dati che fanno riflettere e che allarmano i sistemi sanitari, tanto che l’Oms ha dedicato la Giornata mondiale della salute, il 7 aprile, proprio alla depressione. Un’occasione per sensibilizzare tutti e un invito a non sottovalutare i sintomi, che sono relativamente evidenti.

Si tratta infatti di una malattia mentale spesso sottovalutata in casa o nei luoghi di lavoro e attribuita in molti casi al “cattivo” carattere del familiare o del collega. La depressione colpisce persone di tutte le età, provenienti da ogni settore e di tutti i Paesi. Non guarda in faccia nessuno. Essa provoca disagio psicologico e influisce sulla capacità di eseguire i compiti della vita quotidiana, a volte con conseguenze disastrose nei rapporti con gli altri. Nel peggiore dei casi, può portare al suicidio, che ora è la seconda causa di morte tra i 15 e i 29 anni di età. Ecco perché è importante informarsi e chiedere aiuto. Si tratta di una malattia da cui si può guarire e ritornare a vivere. Dobbiamo però liberarci dai pregiudizi e non lasciarci condizionare dallo stigma che di solito accompagna chi ne è affetto e che coinvolge tutta la famiglia. È importante sapere che la depressione non è la tristezza o la sottile malinconia che possiamo provare tutti nella vita. È una malattia come le altre. E come queste va accettata e curata, con prontezza e senza vergogna.


23 marzo 2017

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