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sabato 21 settembre 2019
 

Giovedì 15 agosto - Assunzione della Beata Vergine Maria

Lettura del Vangelo secondo Luca (1,39-56)

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre».

 

Dalla Parola alla vita

Per la festa dell’Assunta la liturgia ci propone una sorta di provocazione: mentre ci aspetteremmo il racconto dell’assunzione del corpo di Maria al cielo direttamente, senza passaggio nella tomba, abbiamo la “fuga” di una donna “vestita di sole” verso il deserto. Chi è questa donna di cui parla l’Apocalisse? Essa è ritratta, dapprima, mentre «sta per partorire». Ci sono due astanti che aspettano il frutto del suo grembo: l’uno è un drago rosso, con sette teste e dieci corna, l’altro è Dio. E sarà Dio a battere il drago in velocità e a portare il Figlio della donna verso il suo trono. La donna, invece, restò sulla terra a far compagnia a noi, all’umanità!

Ella visse nel deserto e continua ancora a farlo finché non saranno passati tre anni e mezzo: la metà del tempo che è il tempo della storia, prima che il Signore ritorni. Sì, questa donna dev’essere proprio Lei: la madre del Signore e la madre nostra, la nostra sorella, la nostra alleata, sempre accanto ai più poveri, nei deserti assetati e arrischiati della vita terrena.

E che fa Maria nel deserto? Canta la vittoria di Dio con la voce della sua gioia senza fine: «Magnifica il Signore la mia anima perché ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili, ha ricolmato di beni gli affamati». Il “cielo” dove Maria è stata assunta si riflette nella luce abbacinante del deserto del mondo, nei raggi di speranza e carità che Ella semina tra una duna e l’altra.

Commento di Chiara Zambon e Matteo De Matteis


15 agosto 2019

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