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mercoledì 14 novembre 2018
 

«Gli applausi ai funerali, offesa al mistero della morte»

L’attuale è una società televisiva, che dalla tv ha raccolto la pessima abitudine di spettacolarizzare tutto. L’applauso è diventato il Gerovital di questo spettacolo infinito. Ma l’abitudine più irritante e più blasfema è applaudire durante i funerali. L’applauso vorrebbe, senza riuscirvi, togliere tristezza alla tristezza. Invece, quella chiassosa commistione tra gioia e dolore toglie raccoglimento, intimità e rievocazione a un attimo di alta tensione emotiva. Lasciamo ai funerali l’estremo e solenne saluto del silenzio e alla morte il suo eterno, silente mistero.

EDGARDO GRILLO

Caro Edgardo, non ci sono norme liturgiche che prevedano gli applausi durante le esequie. La partecipazione dei fedeli si realizza attraverso il silenzio, la preghiera dei salmi, le acclamazioni e il canto. Si esprime così il dolore del distacco, ma anche la serena fiducia e la speranza nella risurrezione. Spesso l’applauso è un abuso o un’inutile spettacolarizzazione.

Ci possono essere, però, delle eccezioni. L’applauso, infatti, non indica solo divertimento, ma anche approvazione, rendere onore alla persona. Penso alle vittime di un omicidio: l’applauso esprime lo stare dalla loro parte, riprovando gli assassini. È bene, comunque, che tutto questo avvenga sul sagrato, sulla piazza, non all’interno della chiesa.


23 marzo 2018

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