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mercoledì 21 ottobre 2020
 

Il nodo Eriksen spingerà Conte all’abiura tattica?

Il danese Christian Eriksen (Reuters/Daniele Mascolo)
Il danese Christian Eriksen (Reuters/Daniele Mascolo)

L’impiego del forte centrocampista danese acquistato a gennaio resta un rebus

 

La Serie A sta per entrare nell’ultimo terzo di campionato, la fase decisiva, e iniziano a fioccare i primi verdetti, anche se non definitivi.

Il primo scontro diretto al vertice tra Lazio e Inter, vinto dai biancocelesti, ha dato segnali importanti. Il primo: la squadra di Inzaghi è lì dove si trova, a due punti dalla vetta, non per caso. Non va chiamata “sorpresa del campionato” perché sarebbe farle un grave torto ed è ora di riconoscerle i meriti acquisiti sul campo: non si batte la Juventus due volte su due per fortuna o per pura combinazione, non si supera l’Inter dopo essere andata in svantaggio, non si rimane imbattuti per la durata di un intero girone (l’ultima sconfitta in campionato risale proprio all’andata con l’Inter, 19 turni fa).

La stessa Juventus si trova in testa alla Serie A con più dubbi che certezze, sintomo al tempo stesso della sua superiorità per qualità e quantità dei giocatori sulle altre squadre, e della tuttora incompiuta rivoluzione di Sarri, che dovrebbe portare alla vittoria attraverso il bel gioco e che invece vince al momento solo per la straordinaria classe dei singoli, Ronaldo e Dybala in primis.

E l’Inter? In casa nerazzurra si sta profilando un rebus di difficile soluzione, anzi, un puzzle che ha un pezzo in più del dovuto: Eriksen. Il danese è giunto a Milano come l’elemento che permetterebbe all’Inter il definitivo salto di qualità, ma non trova ancora spazio nell’undici titolare di Conte, solo spezzoni di partita in cui fa fatica a incidere. Il grande timore è che in realtà non ci sia il suo ruolo in questa impostazione tattica e che Conte si trovi di fronte a un grande bivio: utilizzarlo fuori posizione, non sfruttando al 100% le sue notevoli capacità e mettendo la squadra fuori equilibrio, due torti che non si compensano e anzi si sommano; oppure cambiare modulo, passando a una difesa a 4 (la “grande abiura”) e inserendo Eriksen trequartista dietro le due punte, nel suo ruolo ideale. Avere più risorse a disposizione non significa automaticamente stare meglio, se non si è in grado di sfruttarle: a Conte l’onere di scegliere il corno giusto del dilemma.


17 febbraio 2020

 
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