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sabato 22 settembre 2018
 

Il Papa: «La preghiera e la pazienza ci salvano nei momenti di dolore»

Quando siamo nel dolore, nella tristezza, coperti di insulti, dobbiamo scegliere la via della preghiera, della pazienza e della speranza in Dio, senza cadere nell’inganno della vanità. Papa Francesco celebra la Messa a Santa Marta e commenta la prima lettura tratta dal Libro di Tobia che racconta la storia di un suocero e una nuora: Tobi, il padre di Tobia, divenuto cieco, e Sara, moglie di Tobia, accusata in passato di essere stata responsabile della morte di alcuni uomini.

Un passo, spiega il Pontefice, in cui si comprende come il Signore porti avanti «la storia» e «la vita delle persone, anche la nostra». Tobi e Sara, prosegue, hanno infatti vissuto «momenti brutti» e “momenti belli”, come “in tutta la vita”. Tobi era “perseguitato”, “preso in giro”, “insultato” da sua moglie, che però - aggiunge il Papa - non era una donna cattiva, «lavorava per portare avanti la casa perché lui era cieco». E anche Sara era insultata, soffrendo “tanto”. Entrambi in quei momenti - “era tutto nero”, osserva Francesco - hanno pensato che fosse meglio morire. «Tutti noi», dice il Papa, «siamo passati per momenti brutti, forti, non tanto forti come questo, ma noi sappiamo cosa si sente nel momento buio, nel momento di dolore, nel momento delle difficoltà, noi sappiamo. Ma lei, Sara, pensa: ‘Ma se io mi impicco farò soffrire i miei genitori?’ e si ferma e prega. E Tobi dice: ‘Ma questa è la mia vita, andiamo avanti’ e prega, e prega. E questo è l’atteggiamento che ci salva nei momenti brutti: la preghiera. La pazienza: perché tutti e due sono pazienti con il proprio dolore. E la speranza che Dio ci ascolti e faccia passare questi momenti brutti. Nei momenti di tristezza, poca o tanta, nei momenti bui: preghiera, pazienza e speranza. Non dimenticare questo».

Chiediamo la grazia di saper discernere cosa succede nei momenti brutti della nostra vita

Nella storia di Sara e Tobia ci sono poi anche momenti belli: «Dopo la prova», sottolinea Francesco, «il Signore si fa vicino a loro e li salva. Ma ci sono dei momenti belli, autentici, come questo, non quei momenti con bellezza truccata, che tutto è artificioso, un fuoco d’artificio, ma non è la bellezza dell’anima. E cosa fanno tutti e due nei momenti belli? Ringraziano Dio, allargano il cuore nella preghiera di ringraziamento». Il Pontefice chiede di domandarci se nei diversi frangenti della nostra vita siamo in grado di discernere cosa succeda nella nostra anima, comprendendo che i momenti brutti sono «la croce» ed è necessario «pregare, avere pazienza e avere almeno un pochettino di speranza»: bisogna evitare di cadere “nella vanità” perché “sempre c’è il Signore” accanto a noi, quando ci rivolgiamo “a Lui nella preghiera”, ringraziandolo inoltre per la gioia che ci ha donato.

Sara col discernimento ha capito di non dover arrivare ad impiccarsi; Tobi si è accorto di dover «aspettare, nella preghiera, nella speranza, la salvezza del Signore». L’invito conclusivo di Francesco è dunque a rileggere questi passi della Bibbia: «Mentre noi, questo fine settimana, leggiamo questo Libro, chiediamo la grazia di saper discernere cosa succede nei momenti brutti della nostra vita e come andare avanti e cosa succede nei momenti belli e non lasciarci ingannare dalla vanità».


09 giugno 2017

 
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