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sabato 22 settembre 2018
 

La benefica presenza dello Spirito Santo

Caro don Antonio, mi dia l’opportunità di riflettere sulla festa di Pentecoste e sul suo messaggio. Sono stata a una Messa del gruppo del Rinnovamento, in occasione della veglia dello Spirito Santo, e devo dire che è davvero «una infiammata fiamma», che ama, geme, gioisce, aiuta, consola, guida chiunque possiede un cuore semplice.

Lo Spirito Santo è capace di lenire il dolore di quanti soffrono, attraverso un silenzio pacato, vero, condividendo volontà di pace e di speranza. È una luce trasparente, che sfavilla e abbaglia, nei momenti particolari di vita, elargendo prodigi. Allora, fidiamoci di questa benefica Presenza, invochiamola, e la incontreremo, «come un faro, che illumina i percorsi di un mondo difficile».

TINA GIORDANO - Cerignola

Grazie per queste tue parole, cara Tina, che ci invitano a riscoprire la presenza dello Spirito Santo nella nostra vita. Anche la solennità della Santissima Trinità, che celebriamo questa domenica, ci ricorda il dono dello Spirito Santo. Che non è un’altra divinità da invocare, ma l’Amore che unisce il Padre e il Figlio e che è stato riversato nei nostri cuori nel Battesimo e nella Cresima. Ogni domenica, poi, è il dono che Cristo ci fa quando lo accogliamo nella Comunione. Così infatti il sacerdote invoca Dio Padre nella terza Preghiera eucaristica: «A noi, che ci nutriamo del corpo e sangue del tuo Figlio, dona la pienezza dello Spirito Santo perché diventiamo in Cristo un solo corpo e un solo spirito».

Lo Spirito, dunque, dono del Padre e del Figlio, ci offre la forza di amare i fratelli e di vivere in unità con loro. C’è un modo per capire se abbiamo davvero accolto lo Spirito Santo nella nostra vita. Ce lo insegna san Paolo nella lettera ai Galati (5,22): «Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé».


31 maggio 2018

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