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martedì 31 marzo 2020
 
TELE... COMANDO Aggiornamenti rss Marco Deriu
Giornalista e docente di Teoria e tecnica dei media all'Università Cattolica

La politica-show formato tv

Non tutta la trasparenza viene per nuocere. O forse sì...
E non si parla, evidentemente di un vestito “osé”, né di una riedizione della storica “Glasnost” (chiarezza di informazione) a suo tempo lanciata in Unione Sovietica da Mikhail Gorbaciov.
Il riferimento è alla possibilità di vedere in diretta – o anche in differita, ma con effetto live – che cosa succede nelle aule del Parlamento italiano.

Le dirette sulla presentazione del Governo Renzi e sulla relativa richiesta di fiducia al Senato (lunedì 24 febbraio) e alla Camera (martedì 25) hanno permesso agli spettatori di seguire sia i due discorsi programmatici del nuovo Premier, sia il dibattito alimentato da senatori e deputati. Ma anche i loro eccessi, le loro scompostezze, le loro offese e i loro comportamenti anti-istituzionali, che sarebbero fuori luogo perfino al bar dello sport, figuriamoci nelle aule parlamentari...

La spettacolarizzazione della politica, sempre più televisivamente orientata e gestita da chi è capace di “bucare lo schermo”, ha il pregio di mantenere i riflettori sempre accesi sui suoi protagonisti, ma spesso porta a qualche evitabile deriva, svelando le doti istrioniche e gli evidenti limiti dei leader (e degli aspiranti tali) quando si lasciano andare ai loro personali show in favore di telecamera.
La
cafonaggine e la maleducazione di Beppe Grillo nei pochi minuti in cui ha parlato con Matteo Renzi durante le consultazioni per la formazione del nuovo Governo hanno dimostrato come lo streaming, tanto amato dagli esaltati attivisti del Movimento 5 Stelle, possa facilmente ritorcersi contro chi lo vorrebbe usare come arma impropria nei confronti dell'avversario politico.

Vedendo certe sceneggiate viene spontaneo, citando Nanni Moretti, ricordare: “Chi parla male pensa male e vive male. Le parole sono importanti”. Soprattutto se (non) sono seguite dai comportamenti. Quando poi la rissa si sposta sul piano fisico, la vergogna è assoluta.
Fatta salva la libertà di opinione, nelle istituzioni la decenza, l’educazione e il buon senso imporrebbero una forma adeguata. Invece molti senatori e deputati esibiscono senza pudore in diretta tv le loro carenze – e la loro ignoranza, non scusabile – in materia di doveri istituzionali.

Non si tratta di fare una concessione agli avversari, ma dell'obbligo di rispettare l’intero popolo di noi cittadini italiani, che abbiamo votato (…più o meno) i nostri rappresentanti in Parlamento e che, per dirla in tono populista ma vero, li paghiamo lautamente con soldi pubblici, cioè di tutti noi.
Per fare che cosa?


26 febbraio 2014

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