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sabato 22 settembre 2018
 

«Noi cattolici praticanti, troppo spesso come il fratello del figliol prodigo»

La lettera sul n. 8 “È vero che non tutti saranno salvati da Dio?” mi ha suscitato alcune riessioni. Lo scrivente quando parlava di «alcuni amici o persone care alle quali voglio bene» penso intendesse persone normali, solo non “praticanti” e certo anche con debolezze e difetti. Di queste persone ne conosco molte anch’io. Nella sua risposta, invece, le persone non credenti vengono classificate come malvagie! Mi pare che non abbia considerato le persone “giuste” che forse anche a causa del comportamento dei credenti, degli errori della Chiesa, o per altre cause non si dicono credenti ma lo sono più di noi. D’altronde il teologo Hans Urs Von Balthasar non diceva che se l’inferno esiste deve essere vuoto? La misericordia non è per chi se la merita ma per chi ne ha bisogno. Papa Francesco, i biblisti e alcuni preti illuminati ci spiegano come interpretare il Vangelo nel modo più corretto: ci parlano di misericordia e di amore che provocano in noi (o dovrebbero provocare) sentimenti di amore e misericordia. Questo annuncio provvidenziale e profetico risulta però molto diverso da quello che abbiamo appreso in precedenza, fatto solo di prescrizioni, precetti e regole. Come me molte persone di buona volontà hanno passato la vita cercando di seguire le direttive della Chiesa con innumerevoli sensi di colpa, senso di inadeguatezza. Ora finalmente possiamo accogliere un annuncio liberante e pieno di gioia e di amore. Perché noi praticanti ci sentiamo sempre come il fratello maggiore della parabola del Padre misericordioso?

LETTERA FIRMATA

Carissima, grazie per queste tue riflessioni. In effetti il messaggio evangelico è liberante e non un’aggiunta di nuove norme e precetti che fanno crescere il senso di colpa e di indegnità nei confronti di Dio. Come scrive san Paolo ai Galati, «Cristo ci ha liberati per la libertà». Ma questa libertà significa accogliere l’amore di Dio, riconoscerlo come Padre misericordioso, perché così ce l’ha rivelato Gesù. E vivere di conseguenza, volendo bene a tutti. Nella mia risposta parlavo di persone malvagie per presentare un caso estremo: se anche per loro possiamo e dobbiamo pregare, a maggior ragione per le persone care che non sono praticanti o hanno difetti e debolezze. Gesù stesso, d’altra parte, ha detto che ciò che conta nel giudizio è aver aiutato gli altri, dando da mangiare agli affamati, da bere agli assetati… Solo una precisazione: Von Balthasar non ha mai scritto che l’inferno è vuoto, ma solo che noi dobbiamo pregare per tutti, sperando che lo sia. Le sue tesi sono riassunte in un libro che si intitola, appunto, Sperare per tutti.


12 aprile 2018

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