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mercoledì 14 novembre 2018
 

Non è vero che Dio dice: «Fai come dico Io, o vai all'inferno»

Carissimo don Antonio, in riferimento alla sua risposta a Marco ("Inferno o paradiso: è vero che non tutti saranno salvati da Dio?"), mi è stato sempre insegnato che Dio ci lascia liberi di salvarci o di perderci. Così, però, sembra una contraddizione perché è come dire: «Ti lascio libero, ma se non fai quello che dico io, vai dritto all’inferno!». Ma dove sta allora la libertà? E perché Dio deve punirmi dal momento che mi lascia libero di dirgli sì o no? Sarebbe stato più logico costringermi a ubbidirgli. Io credo invece che la libertà è l’espressione piena dell’amore di Dio. Uno ama veramente quando lascia l’altro libero di rispondere o no al suo amore.

È inutile dire sì prima d’aver sperimentato l’amore di Dio. Diciamo sì a che cosa? Alla religione? Ma il cristianesimo non è una religione, è un’esperienza. Chi si comporta in malo modo e bestemmia, ha sperimentato l’amore di Dio? Solo un pazzo, poi, può dire no a Dio dopo aver fatto esperienza del suo amore. Ma allora è da scusare, da compatire. E se, per assurdo, dopo aver sperimentato il suo amore, si dice no a Dio, come potrebbe il no della creatura prevalere contro il sì infinito di Dio?

ROSARIO NINFA - CATANIA

Riflessioni molto interessanti le tue, caro Rosario. Il no della creatura a Dio è davvero un mistero. Non si può però escludere questa possibilità, anche se abbiamo il dovere di pregare per tutti. Circa la libertà, penso che sia la condizione basilare dell’amore. Anche per noi. Chi è costretto a ubbidire è uno schiavo, o un automa. Solo chi è libero può amare ed essere un vero interlocutore di Dio, entrare in dialogo con lui. La nostra libertà, pur condizionata, è reale, così come la nostra responsabilità. In questo modo possiamo sperimentare l’amore di Dio per noi e rispondere a nostra volta con il nostro amore, con il nostro sì, gustando la vera gioia che viene solo dal bene.


16 aprile 2018

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