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domenica 22 luglio 2018
 

«Meglio i varani degli esseri umani»

Caro padre, stamane, sul marciapiedi affollato, un disabile in carrozzina inveisce con epiteti scurrili contro una ragazza rea, a suo dire, di averlo spintonato. La signorina in questione non arrossisce né porge l’altra guancia, ma risponde per le rime. La gente di passaggio, accantonata per un istante la consueta apatica indifferenza, si ferma a gustarsi la scenetta, che sa tanto di reality show. L’episodio, in sé trascurabile, è emblematico dell’odierno modus vivendi di un’umanità che incute sentimenti di ripulsa e paura. Un conoscente mi diceva che sarebbe disposto a trasferirsi nell’isola di Komodo, quella dei terribili varani, la cui compagnia è preferibile a quella degli esseri umani. Non credo avesse tutti i torti...

SALVATORE RUSSO

Il varano di Komodo è un predatore letale. E tuttavia è una specie protetta, a rischio di estinzione. Gli esseri umani sono molto più pericolosi. Secondo il filosofo Sartre gli altri sono l’inferno, mentre Seneca scrisse che ogni volta che è stato tra gli uomini ne è tornato meno uomo. Eppure solo noi, uomini e donne, abbiamo la possibilità di un amore vero, libero. Siamo capaci di bontà, tenerezza, affetto.

Davanti a noi c’è sempre un bivio, una strada che conduce verso il bene e una che porta al male. Sta a noi scegliere, qualsiasi sia la nostra condizione. Come cristiani non possiamo che scegliere la via del bene, del perdono, dell’amore. L’unica che porta a un risultato positivo e che smentisce sia Sartre che Seneca. Gesù ci ha dato l’esempio e ci ha dato la forza del suo Spirito. Per realizzare la nostra somiglianza con Dio, a immagine del quale siamo stati creati.


14 giugno 2018

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