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domenica 25 ottobre 2020
 

Quegli attacchi a Conte per niente nobili

Antonio Conte (foto Ansa)
Antonio Conte (foto Ansa)

Cara zia, prima il punto sul campionato.

Juve e Inter sono appaiate in testa alla classifica. I bianconeri hanno liquidato con facilità la pratica dell’Udinese, mentre i nerazzurri hanno compiuto un mezzo passo falso a Firenze dove, per la terza volta consecutiva negli ultimi tre campionati, si fanno raggiungere sul pari nei minuti di recupero (eccellente esempio di improbabilità statistica che tuttavia si avvera). La squadra di Conte ha indubbiamente avuto una flessione, perlomeno nei risultati, nell’ultima settimana. Rosa corta, infortuni a centrocampo, stanchezza nei titolari sono tutti fattori che hanno giocato contro. Manca ancora un turno prima della pausa natalizia, poi a gennaio l’Inter dovrebbe cercare qualche utile rinforzo nella sessione di mercato per poter ambire al massimo traguardo.

Il testa a testa, dunque, prosegue. Ma la Lazio è lì, a tre punti dopo aver battuto il sorprendente Cagliari con due gol nel recupero. Perché non dovrebbe permettersi di sognare il massimo risultato?

Ora, però, affrontiamo il fattaccio della settimana, che non si è giocato sul campo, bensì sulle pagine dei quotidiani. L’Inter è scesa in silenzio stampa - annullando una conferenza stampa già prevista - dopo la pubblicazione di una lettera sul Corriere dello Sport in cui, parlando di Antonio Conte, il lettore lo ribattezza “quell’esaurito” e l’opinionista Italo Cucci, nella risposta, non solo non censura l’epiteto, ma rincara la dose aggiungendo “alla sua cattiveria la mia”.

Ti ricordo en passant, cara zia, che il Corriere dello Sport è lo stesso quotidiano che la scorsa settimana ha usato il titolo “Black Friday” e la foto di due giocatori di colore per presentare la sfida tra Inter e Roma. Un episodio infelice, chiamiamolo così, su cui sono piovute critiche, rispedite però al mittente dalla testata. Evidentemente quel precedente non è servito, se poi si è deciso di pubblicare una lettera talmente critica da rasentare (o raggiungere?) l’offesa. Ci sono, inoltre, dubbi che la lettera sia autentica e che invece possa essere stata inventata appositamente per attaccare frontalmente l’allenatore dell’Inter, il quale ora – notizia di ieri – ha messo «tutto in mano a un avvocato».

L’Ordine dei Giornalisti si è schierato in difesa della libertà di critica e in un comunicato, in cui pretende le scuse formali di Antonio Conte,  chiede anche «cosa ne pensi del comportamento del suo milionario dipendente una gloriosa società come l’Inter». “Milionario dipendente”: è l’unica definizione che ha trovato di Conte chi all’Ordine dei Giornalisti ha steso il comunicato… Era necessario specificare, in questo contesto, che l’allenatore dell’Inter è pagato profumatamente per il suo lavoro? E con quale sottotesto? Forse che, essendo super pagato, non deve fare tanto la vittima e accettare le offese, oltre alle critiche?

Se vogliamo chiamarla caduta di stile, io personalmente non me la aspetterei proprio dall’organismo che giustamente richiama noi giornalisti, i suoi iscritti, al rispetto della deontologia professionale.

Zia, non so che pensare, se non che, in questo caso, non ci sono vittorie, ma solo sconfitte per tutti.


17 dicembre 2019

 
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