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martedì 16 luglio 2019
 

Quel pasticciaccio brutto del Wi-Fi

(Thinkstock).
(Thinkstock).

Siamo messi male, o benissimo, secondo i punti di vista. Perché siamo più "digitali" di quanto diamo a intendere. Secondo un'indagine del motore di ricerca Trivago, d'estate gli italiani scelgono il comfort, preferendo soprattutto gli hotel con connessione wi-fi gratuita. Insomma, l'Internet senza fili pare sia come l'ossigeno per gli instancabili internauti che non staccano gli occhi dallo smartphone nemmeno in vacanza. E tutto questo nonostante la liberalizzazione del Wi-Fi sia ormai meglio di una telenovela.

Prima il cosiddetto Decreto del fare annuncia il Wi-Fi libero nei luoghi pubblici. Poi un emendamento di pochi giorni fa introduce pesanti limitazioni, addirittura più restrittive di quelle a suo tempo previste dalla legge Pisanu: un testo del dl chiedeva di tracciare i codici del computer, tablet o smartphone usati per connettersi all'hot spot, imponendo oneri tecnici e burocratici per i locali pubblici. Adesso, nuovo colpo di scena: poche ore fa la connessione senza fili è tornata libera: nessun obbligo identificativo in bar, alberghi e negozi. Ma anche negli uffici della pubblica amministrazione per accedere al Wi-fi non sarà necessario inserire alcuna informazione identificativa. Liberi di navigare: l'offerta di accesso alla rete Internet al pubblico tramite rete Wi-fi non deve richiede l'identificazione personale degli utilizzatori.

Sembra finita qui. E invece no. I nostri parlamentari con una mano danno e con l'altra tolgono. Perché se il Wi-fi torna a essere libero, si tagliano i fondi alla banda larga: le risorse destinate dal dl sviluppo dello scorso anno dal Governo Monti per sanare il cosiddetto "digital divide" al Centro Nord entro il 2014 - cioè le differenze tra le infrastrutture che servono per avere una maggiore diffusione e fruibilità del web - erano in origine di 150 milioni. Decapitati ora di 20 milioni.

Dunque, se il Wi-Fi torna libero, un bel colpo viene dato all'Agenda digitale. E non è poco se pensiamo che in Italia, al Quirinale, sede della Presidenza della Repubblica, non c'è neppure un Wi-fi. Mentre in Finlandia il diritto alla connessione libera è persino prevista da una legge costituzionale. Da noi, invece, il digital divide pesa ancora sul 37, 2% della popolazione. Sono gli "unconnected", quelli che non hanno mai avuto accesso a Internet.


24 luglio 2013

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