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sabato 22 settembre 2018
 

Scuola digitale, anche i Salesiani sostituiscono i libri con i tablet

Nelle fotografie di questo servizio alcuni esempi dell'utilizzo di tablet e computer nelle aule delle scuole salesiane delle Opere Sociali Don Bosco a Sesto San Giovanni, in provincia di Milano.
Nelle fotografie di questo servizio alcuni esempi dell'utilizzo di tablet e computer nelle aule delle scuole salesiane delle Opere Sociali Don Bosco a Sesto San Giovanni, in provincia di Milano.

Una collaborazione tra gli istituti dei Salesiani e l'azienda inglese di Telecomunicazioni Colt Technology ci aiuta ad approfondire il tema della progressiva digitalizzazione della scuola in Italia, un processo irreversibile, sia nel pubblico sia nel privato, che ha diversi vantaggi: innanzitutto economici, perché un tablet può essere usato per diversi anni mentre i libri vanno ricomprati secondo le scelte comunicate dai docenti; ma anche didattici, nel senso che i ragazzi trovano nel digitale un modo più coinvolgente di studiare; e, ultimo aspetto ma non meno importante, con benefici anche per la salute, perché con le nuove tecnologie, con un iPad tanto per fare un esempio, si può azzerare il peso delle cartelle, e chi ha figli già alle Medie sa benissimo quanto può arrivare a pesare lo zaino in certi giorni di scuola. Bene: i Salesiani, le cui scuole ancora oggi, dai tempi di Don Bosco, sono apprezzate e scelte da migliaia di famiglie per la formazione dei loro ragazzi, hanno avviato un progetto di digitalizzazione che sta via via sostituendo, in tutti gli indirizzi dell’istituto, l’utilizzo dei libri con un tablet. E hanno trovato nelle competenze della Colt Technology, grazie ai servizi di connettività veloce, il partner per sostenere questa strategia.

Parliamo in particolare delle Opere Sociali Don Bosco di Sesto San Giovanni (www.salesianisesto.it), un complesso educativo paritario, gestito da Salesiani sacerdoti e da Salesiani laici, che comprende diversi indirizzi scolastici. Arrivati nel territorio di Sesto San Giovanni nel 1948, l’Opera si è sviluppata inizialmente per fornire le competenze professionali (che sono sempre state il Dna del metodo educativo di Don Bosco) richieste dalle fabbriche di allora come la Falck, la Breda e la Magneti Marelli, una storia produttiva legata a doppio filo con quella della città, anche se oggi quelle fabbriche non ci sono più e ne rimangono soltanto i segni e le ferite post-industriali. Continua, invece, e si rinnova il metodo salesiano di studio e formazione professionale. Nel corso degli anni l’Opera, oggi frequentata complessivamente da circa 2.300 studenti nei diversi indirizzi, ha ampliato il ventaglio dei percorsi formativi: ha aggiunto i Licei che un tempo i Salesiani non avevano, ha aggiornato le apparecchiature dei laboratori, a partire dal 2000 ha aperto le porte alle ragazze, e ha sperimentato nuovi progetti educativi e modi di insegnamento.

Il risultato di questo progressivo ampliamento dell'offerta formativa non poteva che essere la digitalizzazione della scuola. Ma è una "rivoluzione" tecnologica che non inizia certo oggi. Le Opere Sociali Don Bosco di Sesto San Giovanni hanno iniziato a usufruire dei servizi di connettività di Colt nel 2009, per avere una "banda" affidabile e robusta. Sono diversi i motivi che hanno spinto l’Opera a compiere questa scelta: la presenza di ben 500 postazioni collegate, l’utilizzo di un servizio online a disposizione delle famiglie per il pagamento del servizio mensa (con la disponibilità online del credito residuo e la possibilità di ricaricare l’apposito badge) e la gestione interna del sito web e di tutta la componente di didattica digitale, attraverso cui i docenti condividono filmati, lezioni, dispense e altri materiali sul sito a disposizione degli studenti. Tutte queste esigenze necessitavano una capacità di banda che, all’epoca, è stata definita in 10 Mb/s (Megabit al secondo).

Nel 2011 un'altra tappa dell'evoluzione: parte il progetto iCNOS (www.icnos.net) che prevede la sostituzione di tutti i libri di testo con un tablet, e dunque con un esempio, da parte dei Salesiani, di grande velocità nell'adeguamento ai tempi, perché il tablet comincia la sua avventura proprio allora: il primo iPad è stato presentato da Steve Jobs il 27 gennaio 2010 a San Francisco. All'inizio è una sperimentazione del Centro Nazionale Opere Salesiane a livello nazionale, con il complesso di Sesto San Giovanni che fa da fulcro perché è il centro con più studenti. L'obiettivo è chiaro sin da subito: anziché costringere le famiglie a comprare ogni anno i libri necessari all’attività scolastica, è sufficiente acquistare una sola volta un tablet, che rimane di proprietà della famiglia, utilizzandolo nei diversi anni di scuola. I tablet sono utilizzati in classe durante le attività formative e da casa, per recuperare materiale didattico collegandosi ai sistemi della scuola. Nel corso delle attività in aula la connettività è controllata dai docenti tramite iGroove, un software sviluppato internamente ai centri dei Salesiani che permette ai docenti di aprire o meno la connessione in classe e di adattare l’ampiezza di banda degli studenti alla didattica.

In occasione dell'avvio di quel progetto iCNOS, per sostenere un impatto decisamente superiore sulla connettività e consentire il regolare svolgimento delle attività didattiche, le Opere Sociali Don Bosco si sono rivolte nuovamente a Colt Technology, che ha garantito l’ampliamento della banda a 100 Mb/s in modo rapido, veloce e senza alcun tipo di interruzione del servizio. Da allora quella iniziativa iniziata a livello pilota - decisamente lungimirante per l'epoca, il 2011, quando ancora si parlava pochissimo di scuola digitale, ma in perfetta sintonia con il metodo salesiano da sempre fondato sulla valorizzazione delle tecnologie esistenti - ha avuto grande successo e oggi le Opere Sociali Don Bosco lo stanno ampliando coinvolgendo gli altri indirizzi scolastici: la Scuola media, l’Istituto Tecnico e i Licei. Questo è il motivo per cui dal 2015 Colt Tecnology ha ampliato la capacità di banda raggiungendo 1 Gigabit al secondo (1 Gb/s), per cui nel giro di 3 anni l’intera scuola sarà digitale. 

Va da sé, non potrebbe essere altrimenti, che i riscontri dei ragazzi coinvolti in questa nuova modalità di insegnamento e studio sono molto positivi. Come abbiamo già potuto documentare in una recente visita a un Liceo scientifico-linguistico pubblico, il Falcone Borsellino di Arese (dove un paio di docenti hanno completamente sostituito i libri di testo con il tablet), il coinvolgimento degli studenti (e anche dei docenti) nelle nuove tecnologie è altissimo, con interessanti ricadute nel rapporto insegnamento-apprendimento, nella trasmissione delle nozioni, che hanno ovviamente bisogno di tanto studio da parte dei ragazzi per essere assimilate (carta o nuove tecnologie, bisogna sempre studiare per imparare, si può rimanere zucconi anche con un iPad), ma che attraverso i tablet, e dunque attraverso le possibilità infinite di collegamenti iper-testuali e multidisciplinari, possono garantire più coinvolgimento e maggiore apertura mentale ai ragazzi.


22 gennaio 2016

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