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Social network, una dipendenza che nasconde alcuni rischi

Da quest’anno la Francia è l’unico Paese al mondo a garantire ai lavoratori il diritto alla disconnessione al di fuori dell’orario di lavoro. Niente più e-mail da controllare o messaggi a cui rispondere una volta a casa o durante il fine settimana. È una buona notizia che ci invita a riflettere sull’uso improprio o sull’abuso dei nuovi mezzi di comunicazione che si concentrano ormai nel proprio smartphone,  fino a vere e proprie forme di dipendenza. Il problema è sotto i nostri occhi. Guardatevi attorno: c’è sempre qualcuno che sbircia su Facebook o Instagram spesso in automatico, cioè senza la consapevolezza di perdere tempo inutilmente saltando da un post all’altro o da un “mi piace” a un commento. Siamo pervasi dal bisogno compulsivo di controllare in continuazione il nostro pro lo sui social network. Un bisogno associato alla tendenza all’isolamento dal mondo reale e alla facilità a cadere in depressione. Sono alcuni sintomi dell’uso eccessivo e sbagliato di Internet. Parliamo – o ci illudiamo di parlare – con tanti “amici”, chattiamo a lungo  no quasi a consumare l’indice, passiamo intere giornate a scorrere i post di Facebook alla ricerca di questa o quella notizia, spesso bufale, ma fondamentalmente siamo soli. Ecco allora che siamo investiti da una frustrazione profonda che ci rende incapaci di connetterci con la realtà. Può sembrare una visione apocalittica che inquieta e non o“ re soluzioni. Come sempre, invece, di fronte agli eccessi, di qualsiasi natura, possiamo reagire,  no alla disconnessione, comunque stabilendo delle regole che impongano, per esempio, il divieto all’uso dello smartphone mentre si è a tavola o si è in compagnia di altre persone.


25 gennaio 2017

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