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mercoledì 26 settembre 2018
 
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Giornalista

Tra le madri di Napoli e Orietta Berti

«Mio figlio ha dovuto subire l'asportazione della milza ma poteva capitargli anche qualcosa di peggio. Non è possibile che episodi del genere si ripetano con tanta frequenza. La prossima volta, a chi toccherà?". A chiederlo ai microfoni del Tg3 Campania» è Stella, la madre di Gaetano aggredito e malmenato senza apparente motivo da un gruppo di ragazzini all’esterno della metropolitana di Chiaiano, a Napoli. Prima era stata la volta di Arturo, 17enne accoltellato a dicembre nel centro della città. Dopo di altri due ragazzini aggrediti a Pomigliano D'Arco a da una gang di giovanissimi.

Questo blog si occupa di regole e le regole di una campagna elettorale sono cosa labile e scivolosa, vale tutto o quasi. Forse siamo un po' fuori tema. Ma è difficile non domandarsi quali risposte stia dando alle domande di queste madri e dei loro figli, una campagna elettorale in cui si parla più di Orietta Berti che della violenza «assurda e immotivata del branco» -per usare le parole del questore partenopeo -, che esplode nelle strade Napoli.

Dov'è, nelle tante parole che si spendono in questi giorni, la prospettiva di futuro da proporre ai troppi ragazzi che, senza progetti e senza speranza, si rifugiano nella violenza illudendosi, forse, di trovarvi una ragione per esistere? Dov'è la risposta all'insegnante tentato ti mollare dopo essere stato aggredito dai genitori  di un alunno per un rimprovero al figlio?

Quali risposte possono trovare le madri, padri, gli educatori di questo Paese, e i loro figli neodiciottenni, al primo voto, in una politica che sembra più concentrata sulle proprie promesse e sulle proprie ripicche, (redditi di cittadinanza e di dignità, asili gratis, tasse universitarie zero per tutti, via il canone Rai, via le tasse sulle sigarette elettroniche, ogni giorno ne arriva una nuova, mentre i soldi non piovono come a Monopoli), che sulla ricerca di soluzioni ai problemi che angustiano la vita quotidiana (carenza di servizi, mancanza di lavoro e comunque diritti del lavoro sempre più virtuali, difficoltà di intravvedere prospettive di futuro)?

Se l'arte retorica ha ancora un senso: siamo più nel genere letterario della vendita all'incanto (tappeti per coprire il buco delle idee?) che in quello della progettualità politica. I sondaggi e le analisi demoscopiche dicono che quasi la metà dei millennials non trova valide motivazioni per andare a votare. Sembra difficile che possa dargliene gli argomenti di una campagna elettorale così scollata daila concretezza dei loro problemi. A meno di non pensare che sia, davvero, Orietta Berti a spostare i loro voti. 


14 gennaio 2018

 
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