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martedì 23 aprile 2019
 

Troppi don Abbondio nella Chiesa

Seguo spesso la sua rubrica, pur non essendo un abbonato. Le confermo la stima per la capacità di ascolto, che è una forma altissima di carità.
Frequento la parrocchia e sono attivo nel volontariato. Mi considero una persona in ricerca. Sono, però, contrariato dal diniego del nostro vescovo a una manifestazione contro questo assurdo sistema politico e sociale.
Si parla di crisi economica, ma non si tagliano sprechi e alti costi della politica. O le spese militari. Uno schiaffo alla povertà. E al futuro incerto dei nostri figli.
Ho tanta paura. Né mi rincuorano le stanche catechesi di tanti preti. Se i laici devono essere il terreno fertile in cui germoglia la Chiesa, perché tarpare le ali a chi vuol volare?
La primavera del Concilio si sta spegnendo. Mentre ad Assisi il Papa prega per la pace con i rappresentanti delle religioni, nelle cattedrali di tante città si ha paura a condannare la guerra. Che è sempre uno scandalo.
Troppi don Abbondio affollano la nostra Chiesa. Manca la profezia. Noi cattolici siamo alle prese con beghe da sacrestia.

Francesco M. - Bari

I tempi che viviamo richiederebbero una Chiesa coraggiosa. Con più profezia. Ma anche laici “adulti” nella fede. Non più minorenni, soggiogati dal clero.
Siamo tornati indietro rispetto al Vaticano II, che aveva scoperto vocazione e dignità dei laici. In forza del battesimo, che ci accomuna nella Chiesa come “popolo di Dio”. Pur con diversità di compiti e ministeri.
Va recuperata quella spinta profetica del Concilio. Una speranza non solo per la Chiesa, ma per il mondo intero. Oggi, c’è una terribile involuzione. E la tentazione, non più strisciante, di un ritorno al passato. Alla ricerca di false sicurezze.


21 dicembre 2011

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