logo san paolo
domenica 17 novembre 2019
 

Un incontro in piazza: «Ciao, piccola Grace…»

Il duomo di Teramo. Foto di Luca Aless [<a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0">CC BY-SA 4.0</a>], <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Teramo_-_Duomo_04.jpg">via Wikimedia Commons</a>
Il duomo di Teramo. Foto di Luca Aless [CC BY-SA 4.0], via Wikimedia Commons

Attraverso la piazza della mia città, in un mattino d’aprile. Cielo azzurro, vento freddo. Mi chiedo perché si chiami piazza Martiri della Libertà, anziché piazza del Duomo, come nel resto del mondo. Considerando il monumento d’arte e di fede che si leva al mio fianco e che i padri ci hanno lasciato in eredità... Lì, in un angolo della piazza, c’è una donna, scultorea nella sua tranquillità africana, più della statua della Maternità di Venanzo Crocetti che si erge nella  piazzetta accanto, quella del Municipio. In braccio ha una bimbetta con le tipiche codine legate in elastici colorati. «Come si chiama?», domando alla madre, accarezzando i riccioli della bambina. «Grace», mi risponde. Io capisco Gress, da analfabeta globale quale sono. La bambina mi guarda sospettosa e civettuola. Chissà cosa penseranno di noi italiani, questi africani. Ma non è colpa nostra. Stiamo vivendo un momento grigio. «Qui fa freddo, perché non ve ne andate al sole, nell’altro lato della piazza?». «Stiamo aspettando che apra l’assistenza. Dobbiamo prendere i secchi per la spazzatura». La guardo con tanta ammirazione. Mi verrebbe da dire: «Ma come, non gettate le buste per strada, come fanno gli Italiani?». Mi ricordo che mia figlia, quest’anno, lavora in Africa, in un villaggio Eni, come preside di scuola media, e il suo bambino, mio nipote, è accudito da una baby-sitter congolese che assomiglia tale e quale a questa donna e che supera, anche lei, per sembianze materne, la Maternità del nostro grande Venanzo Crocetti. Un’altra carezza sui riccioli della piccola Grace e me ne vado. Ma come? Curioso come sono, non ho chiesto che lavoro fa il suo papà, come fanno per vivere... La mamma, tranquilla, affettuosa, le dice: «Saluta il signore!». Sono già lontano alcuni metri, quando mi raggiunge lo sguardo fiducioso della piccola e il suo innocente: «Ciao». Un pianto mi sale dal cuore. Cosa sta succedendo a questo mondo? Papa Francesco ha appena affermato che l’emigrazione è il paradigma della nostra epoca. Io, con tutto il rispetto dovuto al vicario di Cristo, aggiungerei, magari tossicchiando, che anche la conservazione delle identità storiche è un paradigma importante. Ma, rifletto, che c’è sempre un’idea più grande. Per l’uomo che soffre mi commuovo. Per la patria, un po’ meno. Mi chiedo: importerà nulla a quella donna che questa città ha delle origini romane e che, dal balcone del palazzo vescovile, un vescovo del Quattrocento si affacciava a scegliere, golosamente, i cibi esposti dai contadini in piazza? Ma forse, nell’eternità, anch’io preferirei incontrare di nuovo questa madre e questa bambina, anziché Niccolò degli Arcioni (vescovo di Teramo dal 1317 al 1355, ndr).

L. V.


28 maggio 2019

I vostri commenti
0
scrivi
 
Pubblicità
Edicola San Paolo
Collection precedente Collection successiva
FAMIGLIA CRISTIANA
€ 104,00 € 92,90 - 11%
MARIA CON TE
€ 52,00 € 39,90 - 23%
CUCITO CREATIVO
€ 64,90 € 43,80 - 33%
CREDERE
€ 88,40 € 52,80 - 40%
FELTRO CREATIVO
€ 22,00 € 0,00 - 18%
BENESSERE
€ 34,80 € 29,90 - 14%
AMEN, LA PAROLA CHE SALVA
€ 46,80 € 38,90 - 17%
IL GIORNALINO
€ 117,30 € 91,90 - 22%
JESUS
€ 70,80 € 60,80 - 14%
GBABY
€ 34,80 € 28,80 - 17%
GBABY
€ 69,60 € 49,80 - 28%