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mercoledì 05 agosto 2020
 

V DOMENICA DOPO PENTECOSTE - 5 LUGLIO

La storia della salvezza, che inizia con creazione dell’uomo e della donna, ha un punto di svolta nella alleanza che Dio ore all’uomo, dopo il peccato originale e dopo il diluvio universale e la “nuova creazione”, attraverso Noè e la sua famiglia. Questa ripartenza è ancora una volta iniziativa di Dio, che si rivolge ad Abramo e lo chiama a mettersi in cammino, per un viaggio diverso da ogni altro viaggio: si tratta infatti di obbedire a un invito di Dio, che contiene una promessa di fecondità e di benedizione: «Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò. Farò di te una grande nazione e ti benedirò».

Abramo, che probabilmente appartiene alle tribù nomadi di quel territorio, obbedisce a Dio e si mette in cammino, ˆdandosi di una promessa. Così è del credente di ogni tempo, così è il percorso della fede per tutti noi: ˆdarsi di Dio e della sua parola, per mettersi sempre e di nuovo in cammino. La terra verso la quale siamo incamminati, non è più quella di Canaan, ma il luogo disposto da Dio per la nostra pace e la nostra salvezza, cioè non si tratta di un luogo ˆsico ma di una condizione esistenziale, che nella fede accompagna ogni uomo su questa terra, verso il compimento della propria esistenza nel Regno.

Ci ricorda infatti la Lettera agli Ebrei che la ragione ultima per cui Abramo si era messo in cammino era la sua fede in Dio: «Per fede Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava». Abramo, si usa dire, è nostro padre nella fede; questo è il motivo per cui è diventata la ˆgura di riferimento per le tre grandi religioni monoteiste, cioè l’ebraismo, il cristianesimo e l’islam. Ma la dimensione del cammino, dell’itineranza, non appartiene solo ai credenti, è una dimensione dell’esistenza umana, perché ogni persona chiamata a mettersi e rimettersi sempre e di nuovo in cammino, mossa dalla tensione verso il futuro, verso il desiderio e la ricerca di un bene più grande.

Nello stesso modo anche il Signore Gesù ha chiamato i suoi discepoli a seguirlo, a mettersi in cammino; ma questo ha segnato un cambiamento, o meglio un approfondimento nell’itinerario del credente, cioè non si è più trattato di partire verso un luogo, una condizione, ma di mettersi in cammino seguendo qualcuno, cioè condividendo il cammino con il Signore Gesù e con i fratelli. Ma la chiamata che il Signore rivolge ai suoi e a tutti noi ha il primato su tutto, deve cioè venire al primo posto; ogni altra decisione e ogni altra necessità o dovere della vita, devono trovare il giusto ordine a partire dalla decisone fondamentale: seguire l’unico Maestro e dare a Lui il primo posto. In ogni scelta, in ogni passo della vita, l’orientamento di fondo deve essere lo stesso: seguire Gesù, altrimenti corriamo il rischio di sbagliare direzione, di dare valore a ciò che valore non ha, infatti «nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».


02 luglio 2020

 
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