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domenica 22 luglio 2018
 

«Vescovi in pensione a 75 anni: troppi o troppo pochi?»

A 75 anni i vescovi vanno in pensione. Ma per alcuni si può proseguire ancora un po’, per altri troppa fretta di applicare la norma. Così non va...

PIETRO FERRETTI

La regola del raggiunto limite di età ha un suo valore, ma non può essere automatica come per un pensionato dello Stato. Peraltro, un vescovo rimane sempre tale. Un vescovo emerito rimane un pastore e un padre per i fedeli, pur senza avere più la responsabilità di una diocesi.

A febbraio di quest’anno papa Francesco, con il motu proprio Imparare a congedarsi, ha esteso ai nunzi apostolici, ai vescovi della Curia romana non cardinali e ai prelati segretari la norma riguardante i vescovi residenziali e i cardinali capi di dicastero vaticano. Tutti costoro, al compimento del 75° anno d’età, non decadranno più automaticamente dal loro incarico. Sono interessanti le motivazioni indicate dal Papa. La rinuncia, scrive, «deve essere considerata parte integrante del servizio stesso, in quanto richiede una nuova forma di disponibilità». Per questo bisogna prepararsi a questo passaggio «spogliandosi dei desideri di potere e della pretesa di essere indispensabile». Chi invece viene confermato dopo i 75 anni, non deve considerarlo «un privilegio, o un trionfo personale, o un favore...». Ogni proroga è sempre legata al bene comune ecclesiale.


28 giugno 2018

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