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mercoledì 14 novembre 2018
 

XV Domenica del Tempo Ordinario (Anno B) - 15 Luglio 2018

SEGUIRE CRISTO È AFFERRARE LA CROCE

Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche.

Marco 6,7-13
  

Gesù dà potere ai suoi sugli spiriti impuri. Cosa sono? Sono non puri, ossia misti, che confondono vita e morte, che banalizzano il bene e minimizzano il male. Se uno spirito si oppone patentemente allo Spirito Santo, si vede, fa le scintille, suona male, non si può nascondere. Ma quando usa insieme bene e male ci si può confondere. Infatti nessuno fa il male pensando che sia male, ma perché ha un buon motivo per farlo. Con frasi del tipo, “quando ci vuole ci vuole” ci si autorizza allo scivolone. Lo spirito impuro è il tipo di inganno per cui si giustifica il male in nome di una sua parte buona. È l’arte sottile del compromesso, della mezza misura. Per cui per buone ragioni si dà licenza al tortuoso, all’indegno, al violento, al mal fatto.

I matrimoni si rovinano quando si inizia a non andare fino in fondo, quando ci si abitua a non dire la verità, e il quieto vivere spegne gli slanci, e il comfort vince sull’integrità. E si tira a campare. Male.

Come si vince questa roba? Anzitutto si è mandati a due a due: ci vuole l’altro, la condivisione, la comunione; non esiste il self-made nel cristianesimo, tutto è relazione, altrimenti è una trappola. E poi si porta il bastone, ma non il pane, la sacca, il denaro, mettere i sandali, e niente tuniche di riserva. Sono indicazioni contingenti? No, è Vangelo, è una parola eterna.

Il cibo non serve per la battaglia, perché non si vince lo spirito impuro preoccupati degli appetiti. Se comanda quel che “mi va” resto sempre un bambino.

La sacca è per portare le cose “che non si sa mai”, le soluzioni di riserva, le rassicurazioni. Se ho un piano “B” non sono autentico. Se vuoi camminare nella verità, non esiste una via di fuga di riserva.

Niente denaro: chi ha paura di perdere qualcosa è accecato dall’ansia. Il possesso è il nemico dell’amore, luce della nostra vita. Così non si vince con il possesso ma con il distacco.

DISPOSTI A CAMBIARE. Ma calzare i sandali: non sedersi, non installarsi, non “sistemarsi” ma camminare, essere disposti a cambiare, a essere messi in discussione, in movimento.

E nessun’altra tunica che quella che indosso: l’abito rappresenta il ruolo. Niente ambiguità di relazioni. Se sono sposato, sono sposato sempre, non sfodero qualche altro atteggiamento dove nascondo che c’è una donna cui appartengo; e se sono un padre, lo sono sempre, anche quando non ho i miei figli intorno, perché penso a loro, vivo per loro.

Ma si afferra il bastone. Cos’è? Un legno serve a Mosè per passare il mare, un legno serve a Cristo per arrivare alla méta, che è il Padre. Se non si accoglie il legno della croce, se si rifiuta il dolore e la precarietà, lo spirito impuro ha una porta spalancata per entrare, perché si rifiutano i disegni della provvidenza. Seguire Cristo senza accogliere la croce? Più dannoso che inutile.

Chi lo vuol seguire, rinneghi la sua vita – ossia il pane, le riserve, le installazioni e i ruoli ambigui che sembrano proteggere la propria vita – ma afferri stretta la sua croce ogni giorno e lo segua.


12 luglio 2018

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