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lunedì 13 luglio 2020
 

Acquapendente. Il Santo Sepolcro d’Europa


Nel duomo di Acquapendente, concattedrale della diocesi di Viterbo, la Porta santa per il Giubileo straordinario della misericordia è stata aperta domenica 13 dicembre. Ma una settimana prima una Messa solenne aveva sancito l’inizio dell’Anno mariano, nell’850° anniversario del miracolo della Madonna del fiore. «Celebriamo due eventi importanti contemporaneamente», spiega don Enrico Castauro, parroco della chiesa che conserva al suo interno una singolare riproduzione del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

I MULI DI MATILDE

Secondo la tradizione, la chiesa fu fondata dalla regina Matilde di Westfalia (895-968), diretta a Roma con una carovana di muli carichi d’oro per edificare un santuario dedicato al Santo Sepolcro: ad Acquapendente i muli si sarebbero “bloccati”, inginocchiandosi e rifiutandosi di ripartire, e durante la notte la sovrana avrebbe avuto una visione in sogno che l’avrebbe indotta ad attuare il suo progetto in quel luogo. «Secondo recenti studi, sembra che l’attuale architettura rappresentata dal “sacello” sia soltanto la parte superiore di una costruzione più grande, interrata durante i lavori per l’edificazione della cripta che oggi lo contiene».
Suddivisa da 24 colonne, la cripta del Santo Sepolcro – consacrata dal vescovo d’Orvieto Aldobrandino nel 1149 – occupa lo spazio sottostante il transetto e l’abside. Al centro della cripta una doppia scalinata scavata nella roccia permette di raggiungere il sacello, che nelle forme riproduce la copia più antica al mondo del sepolcro di Gesù, tanto che Acquapendente è chiamata la Gerusalemme d’Europa.

RELIQUIE DELLA PASSIONE

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Fa pensare a una sorta di Città santa riprodotta in miniatura e suffragata dalla presenza di reliquie come «le piccole pietre bagnate con il sangue della Passione, incastonate in una lastra di marmo, e un pezzo della colonna della flagellazione, custodito in un reliquiario prezioso ed esposto solo in particolari circostanze, probabilmente il prossimo 28 agosto per la chiusura dell’Anno mariano», riferisce don Enrico, aggiungendo: «Qui passavano i pellegrini in cammino verso la Terra santa. La visita al sacello, dal 1147 incastonato nella cripta, potrebbe così simboleggiare l’arrivo alla vera Gerusalemme».
Ancora oggi, a qualche centinaio di metri dalla cattedrale, la Casa del pellegrino accoglie gratuitamente quanti passano percorrendo la via Francigena, diretti verso Roma. «A gestire la struttura, che offre 25 posti letto, sono i membri della confraternita di San Rocco, che ad Acquapendente compì il primo miracolo, curando gli appestati: perché fossero guariti andò a pregare prostrato sul nudo pavimento della basilica del Santo Sepolcro».
Circa 700 i pellegrini in arrivo da tutto il mondo che ogni anno sostano nella Casa soprattutto da aprile a ottobre, molto più numerosi quelli che passano nella basilica e partecipano alla Messa solenne della domenica alle ore 11, accompagnata dal coro e dal suono dell’organo a canne.

L’ANNO DEDICATO A MARIA

Tornando all’Anno santo mariano, l’evento fa memoria di un prodigio avvenuto nel 1166, quando Acquapendente era un presidio imperiale. «Due contadini si trovavano presso la chiesa di Santa Vittoria e dissero che i notabili del paese potevano essere sconfitti se un vecchio ciliegio, secco da anni, fosse fiorito. E così fu: la popolazione accorse per vedere questo segno, si ribellò contro i notabili con l’aiuto del Papa», racconta don Castauro. «Dal tronco del ciliegio fu ricavata una scultura lignea della Madonna del fiore, che libera dalla schiavitù: il 14 maggio viene portata in processione fino alla cattedrale, dove il 15 si celebra un solenne pontificale, mentre la terza domenica del mese viene riportata nella chiesa di Santa Vittoria». Lo scultore Mario Vinci ha realizzato in creta una copia della Madonna del fiore «che ogni giorno passa di casa in casa; io visito la famiglia dov’è presente, confesso i componenti e celebro la Messa alle 19. I compaesani ci tengono molto».

IL PATRONO SANT’ERMETE

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La concattedrale ha un ruolo importante anche perché custodisce in una cappella le spoglie del patrono sant’Ermete martire: il 28 agosto l’urna con il suo corpo viene portata in processione per tutto il paese. E fino al 10 aprile è aperta nella chiesa di Sant’Agostino una mostra itinerante sulla Sindone: «Dal sacello i visitatori compiono il loro percorso fino a Santo Stefano, dov’è esposta la riproduzione in grandezza naturale della Sacra Sindone».
Di fronte ai pellegrini si erge una facciata imponente, modificata nel XVIII secolo con lo stile del barocco settecentesco. Ma gli ultimi lavori risalgono a dopo la Seconda guerra mondiale: durante il conflitto esplosero le munizioni accatastate sulla piazza antistante la basilica. Tuttavia i necessari restauri, seguiti al disastro, hanno portato alla luce resti della struttura originaria. Un gioiello che non finisce mai di stupire.

UNA TAPPA NODALE SULLA VIA FRANCIGENA

La via Francigena, itinerario che da Canterbury indicava la via verso Roma e oltre fino a Gerusalemme, ha favorito fin dall’anno Mille il passaggio di pellegrini fra le strade della città di Acquapendente, in provincia di Viterbo. Non solo una tappa per sostare durante il lungo cammino, ma un’autentica oasi per riposare e riprendere le forze: lo dimostra la presenza di numerosi ostelli del pellegrino citati nei documenti medievali e dalla fondazione di un monastero del Santo Sepolcro a imitazione di quello di Gerusalemme, con annessa una casa per i pellegrini.

LE 18 PORTE DI VITERBO

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Numerose le Porte sante concentrate nella diocesi di Viterbo. Oltre a quella della cattedrale intitolata a San Lorenzo, sono cinque le concattedrali che hanno aperto i battenti: dal Santo Sepolcro ad Acquapendente a Santa Margherita a Montefiascone, da San Giacomo a Tuscania a San Nicola e San Donato a Bagnoregio, fino a San Martino a San Martino al Cimino. Poi ci sono sei santuari: Madonna della Quercia a Viterbo, Santissimo Crocifisso a Castro, Madonna del Monte a Marta, Madonna del Castellonchio a Graffignano, Madonna del Suffragio a Grotte di Castro e Santa Corona a Canepina. Non mancano i luoghi della misericordia, anche in questo caso sei: dalla Mensa Caritas alla casa circondariale “Mammagialla” viterbesi, dall’hospice della casa di cura “Villa Rosa” al centro del Ceis “San Crispino”, sempre nel capoluogo della Tuscia; infine le case di cura “Villa Santa Margherita” a Montefiascone e “Villa Immacolata” a San Martino al Cimino. www.diocesiviterbo.it

ORGANIZZARE LA VISITA

Acquapendente, in provincia di Viterbo, si trova circa 132 km a nord di Roma, fra Lazio, Toscana e Umbria.
Dall’autostrada A1, uscire al casello di Orvieto direzione Sferracavallo, Viceno, Torre Alfina e Acquapendente; dalla strada statale Cassia, proseguire in direzione Acquapendente.
Si può raggiungere anche con la linea di bus Cotral (www.cotralspa.it) da Orvieto, Roma e Siena.
In treno (www.trenitalia.com) scendere alla stazione di Orte o di Fabro e prendere il regionale diretto ad Allerona-Castel Viscardo.

ORARI E CELEBRAZIONI
La concattedrale del Santo Sepolcro, in piazza del Duomo, è aperta dalle ore 9 alle 19;
la Messa solenne viene celebrata la domenica alle ore 11.
Il parroco don Enzo Castauro è disponibile per le confessioni.
Per informazioni, tel. 0763/734019, donenricocastauro@tiscali.it, www.comuneacquapendente.it.

 LA TRADIZIONE
Da non perdere, dal 13 al 15 maggio, la festa dei Pugnaloni e della Madonna del fiore.

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