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giovedì 26 novembre 2020
 

Basilica di Biancavilla. Quello sguardo di Maria Misericordiosa


Con il suo sguardo dolce e la guancia teneramente accostata a quella del Bambino Gesù, da secoli guarda dritto negli occhi i fedeli che le si avvicinano per confidare una preoccupazione, chiedere una grazia o rendere lode per una gioia del cuore. È la Vergine dell’elemosina, un’antica immagine della Madonna venerata nella basilica a lei dedicata a Biancavilla, cittadina alle falde dell’Etna. Il santuario è stato scelto dall’arcivescovo Salvatore Gristina come una delle chiese giubilari della diocesi di Catania.

IL PRODIGIO DEL FICO

Per raccontare le vicende dell’icona occorre tornare indietro nei secoli, dove la storia si intreccia con la leggenda. L’immagine arrivò in Sicilia al seguito di una colonia di profughi albanesi che fuggivano dalla minaccia dei turchi. La tradizione narra che un gruppo di esuli, provato dal viaggio, si sia fermato in un campo sulle pendici del vulcano portando con sé l’icona, segno dell’appartenenza religiosa che li aveva costretti a scappare. Durante la sosta, l’immagine fu appoggiata a un albero di fico che nella notte avvinghiò i suoi rami sulla tavola dipinta, segno che lì la Vergine indicava di restare. Così fu fondata Biancavilla che ancora oggi conserva nello stemma del Comune e nei cognomi più diffusi le tracce dell’origine albanese.
Sono numerosi gli episodi nel corso dei secoli in cui la Madonna ha protetto la comunità di Biancavilla dalle eruzioni dell’Etna, da terremoti e altre calamità, tra le quali le bombe della Seconda guerra mondiale. «La storia della fondazione della città parla di un’affidamento totale alla volontà di Maria che è restato nel dna della comunità», commenta il parroco don Agrippino Salerno, 53 anni, nato in Australia da immigrati siciliani e alla guida pastorale della basilica dal 2007.

UN GRANDE SANTUARIO

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L’icona, che gli studiosi confermano risalire al 1400, oggi è conservata nella basilica che con la sua mole caratterizza il paesaggio di Biancavilla ed è visibile già per chi arriva dalla campagna ricca di agrumi, ulivi e fichi d’India. L’edificio, che misura 61 metri di lunghezza e 18 di larghezza, è uno dei più grandi di Sicilia, fondato non molto tempo dopo l’arrivo della comunità albanese, tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento e ampliato nelle attuali forme nel corso del Settecento. A destra dell’altare maggiore si trova la cappella della Madonna dell’elemosina, dove è custodita la venerata immagine meta di tanti pellegrini.

MARIA LA MISERICORDIOSA

Dipinta a tempera d’uovo su legno di cedro, l’icona misura 90x70 centimetri. Il manto rosso e bruno indossato da Maria indica la grazia, la veste sottostante, di colore blu, è segno della sua umanità. Gesù Bambino invece ha una veste bianca, poiché egli è «luce del mondo», e a un manto porpora, simbolo di regalità. Il nome dell’immagine deriva dalla scritta in greco che campeggia nella parte alta, «elèusa», che vuol dire «la misericordiosa» ma che è stata tradotta in latino e poi in italiano con «dell’elemosina», che ha la stessa radice di significato: «Gesto di misericordia». Molti osservatori testimoniano che gli occhi dalla Vergine sono dipinti in modo tale che sembra di essere osservati da qualunque angolatura le ci si avvicini.
«Questa icona, recata dall’Oriente cristiano e venerata per secoli dai nostri padri, è espressione di una comunità che ha voluto conservare integra la sua fede pur nelle più avverse condizioni. Essa ha segnato sempre i momenti più belli e significativi della nostra comunità ecclesiale biancavillese», spiega Giuseppe Santangelo, il presidente della dinamica associazione Maria Santissima dell’elemosina, impegnata a promuovere il culto di questa bella immagine. «Il Giubileo a Biancavilla», prosegue il presidente, «è l’occasione per riscoprire la vocazione all’accoglienza della nostra città, perché diventi luogo di misericordia e di vita buona».

GIUBILEO MISSIONARIO

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«Il Giubileo», avverte il parroco, «non è come la revisione della macchina: un gesto esteriore che “lava” i peccati. Invece è richiesto a tutti un cammino di preparazione e conversione e anche l’impegno in opere. Ed è ciò che noi abbiamo proposto». E così nel corso dell’intero Anno santo sono molteplici le iniziative spirituali e culturali in programma, che culmineranno con i tradizionali festeggiamenti per la solennità di Maria santissima dell’elemosina (come ogni anno l’ultima domenica di agosto) e nella prima decade di ottobre per le feste patronali in onore della Vergine, di san Zenone e san Placido.
E non mancano le proposte da «chiesa in uscita», come piace a papa Francesco. «Nella 24 ore per il Signore abbiamo tenuto aperta la chiesa tutta la notte per l’adorazione eucaristica, invitando le persone sulla piazza (e sono tante, perché ci sono vari locali di ritrovo per giovani) a entrare: ho confessato fino all’alba», assicura don Agrippino. Un’iniziativa che si ripeterà durante l’anno. «Una volta al mese la basilica resta aperta per i giovani la sera del venerdì e del sabato», spiega Alessandro Scaccianoce, responsabile animazione missionaria del Giubileo per l’associazione Maria santissima dell’elemosina, «e i partecipanti sono sempre tanti».

IL PAPA VOLEVA L’ICONA A ROMA

Un’icona talmente bella e capace di ispirare confidenza nella preghiera da aver colpito papa Francesco. Gli organizzatori del Giubileo a Roma avevano proposto al Pontefice diverse immagini tra le quali scegliere la tavola da esporre in piazza San Pietro il giorno dell’apertura dell’Anno santo e pare che il Papa avrebbe voluto proprio la Vergine dell’elemosina. Purtroppo, spiega il parroco, «il trasporto è poi sfumato per ragioni tecniche», ma non escludiamo che possa andare a Roma entro la fine del Giubileo. Comunque l’immagine è circolata in modo inaspettato: il logo creato con la sua immagine (qui a destra) e circolato su internet, è stato adottato da diversi santuari di tutto il mondo come logo mariano del Giubileo.

ORGANIZZARE LA VISITA

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La basilica-santuario di Santa Maria dell’elemosina si trova a Biancavilla (Catania) in piazza Roma 6.
La cittadina si raggiunge in treno e autobus con la Circumetnea (www.circumetnea.it) e in auto con la Statale 284.

CELEBRAZIONI
In basilica le Messe si celebrano nei seguenti orari: feriale ore 18.30 (legale 19.30); festivo: ore 8.30; 11; 18.30 (legale 19.30).
Confessioni prima e dopo le Messe. Alla fine della Messa vespertina canto dell’Antifona mariana del tempo liturgico come preghiera per ottenere l’indulgenza giubilare.

GIUBILEO
Il calendario completo delle numerose iniziative spirituali e culturali nell’Anno santo è disponibile sui siti www.santamariaelemosina.it e www.madredimisericordia.it.

CONTATTI
Sul sito ufficiale della basilica si può seguire la Messa in diretta: www.basilicacollegiatabiancavilla.it.
Tel: 095/98.24.01.

LE PORTE SANTE IN SICILIA

Sono una cinquantina le Porte sante aperte nelle 17 diocesi della Sicilia. Come in tutto il mondo, le Porte giubilari si trovano in primo luogo in tutte le cattedrali e concattedrali: Acireale, Agrigento, Caltagirone, Caltanissetta, Catania, Cefalù, Mazara del Vallo, Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, Monreale, Nicosia, Noto, Palermo, Patti, Piazza Armerina, Ragusa, Siracusa, Trapani e l’eparchia di rito orientale di Piana degli Albanesi.
E poi in numerose altre basiliche e santuari. Tra i più noti santuari che sono anche chiese giubilari ci sono quello della Beata Vergine della lacrime a Siracusa, quello di Maria santissima di Tindari (Me), quello di Santa Rosalia al monte Pellegrino di Palermo e la basilica di Santa Lucia al sepolcro a Siracusa.
Una Porta giubilare si trova anche sull’isola di Lampedusa, nel santuario della Madonna di Porto Salvo.
Altre Porte sante sono state aperte in luoghi legati alla carità e alla misericordia, come la Casa don Puglisi di Modica (Rg), l’ospedale Cannizzaro di Catania e la Missione speranza e carità di Biagio Conte a Palermo.

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