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lunedì 13 luglio 2020
 

Basilica di San Marco a Venezia. La porta spalancata verso Oriente


«Se a Venezia vengono 25 milioni di turisti l’anno, 26 ne passano per la basilica di San Marco». Lo dice con una battuta don Orlando Barbaro, delegato del Patriarca per il Giubileo: Venezia significa San Marco, la sua piazza, ma soprattutto la sua chiesa; e adesso che la cattedrale è Porta santa, ancor più questo luogo è la vera “anima” e luogo di memoria di fede della città lagunare.

LO SGUARDO A ORIENTE

Prima ancora di varcarne la soglia, si è rapiti dalla basilica per il suo fascino e i suoi chiari richiami orientali. A ragione Stendhal scriveva che è la prima moschea che s’incontra andando verso Oriente. In essa, infatti, si deposita l’eredità spirituale e architettonica bizantina. L’architetto sconosciuto, forse di origine greca, che nel 1063 ne disegnò le attuali forme, si ispirò direttamente alla basilica dei Dodici apostoli di Costantinopoli, con la caratteristica pianta a croce greca. Tutto profuma d’oriente, dalle tipiche cupole rialzate alla magnificenza dei mosaici; dagli ori che la ricoprono, ai pavimenti che sembrano enormi tappeti persiani. Ma in questa chiesa, come in nessun’altra al mondo, si raccolgono elementi decorativi provenienti da altri luoghi e pensati per altri edifici, che qui miracolosamente si fondono in un pittoresco complesso unitario.
 A dare la sensazione di unitarietà a tante componenti artisticamente così diverse contribuisce la decorazione dei mosaici che copre ottomila metri quadrati di superficie e soprattutto il suo sfondo dorato che regala quella luce soffusa inconfondibile e indimenticabile. L’oro non è solo puro fondale, ma rappresenta, nella concezione orientale, il colore del “divino”, l’immagine della luce di Dio.

UN CATECHISMO PER IMMAGINI

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Per un pellegrino i mosaici possono fungere da itinerario catechistico per immagini, perché dietro la collocazione dei soggetti descritti c’è un disegno teologico unitario, forse dettato da un teologo veneziano medievale. Tutto parte dalla cupola del presbiterio, detta dei Profeti, che narra la profezia del Messia, a cui segue il compimento di essa nelle scene della volta che raccontano la vita di Gesù, fino alla celebrazione della Pentecoste nella terza cupola occidentale e all’ultimo ritorno di Cristo rappresentato nelle vicine volte dell’Apocalisse e del Paradiso. Intersecati a questo piano cristologico principale, si dipanano le storie di Maria e dei santi, tra cui il ciclo più importante con la leggenda marciana.

PROTETTI DA SAN MARCO

Qualcuno ha definito la basilica marciana un “organismo vivente”, perché fu di continuo modificata nei secoli, incessantemente arricchita di statue, colonne e superfici marmoree, fino a diventare un edificio sacro unico al mondo, come lo descrisse lo scrittore inglese John Ruskin alla fine dell’Ottocento: «Un prezioso reliquiario, un libro di preghiera miniato in oro e alabastro».
D’altra parte la chiesa che non nacque come cattedrale, ma come cappella del doge, fu subito voluta come «martyrium», cioè sepolcro, per le spoglie di san Marco, avventurosamente trafugate dai veneziani nell’828 da Alessandria d’Egitto per timore che se ne facesse scempio, e accolte dal doge Giustiniano Particiaco. E ancora l’oriente e l’occidente s’abbracciano nella figura dell’evangelista Marco, discepolo e interprete di Pietro, patrono di Alessandria e di Venezia (25 aprile, data del martirio del santo), e che la tradizione vuole aver evangelizzato le genti venete, prima ancora della fondazione di Venezia. Dal 1094, anno della consacrazione dell’edificio, il corpo dell’evangelista riposa in un’arca marmorea situata come vuole la tradizione nella cripta, sotto l’altare maggiore. Da allora san Marco protegge la città e chiunque venga a chiederne il suffragio.

IL CAMMINO GIUBILARE

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«Il percorso giubilare in basilica proposto al fedele è, però, un altro, che si stacca volutamente dal flusso ordinario dei turisti», spiegano don Barbaro e don Antonio Senno, delegato patriarcale per la basilica. «Si passa per la “Porta santa” di San Clemente, altro nome della Misericordia, e si inizia un itinerario di preghiera scandito da tre tappe sacramentali». Dopo aver varcato l’ingresso, si sosta al fonte dove si rinnovano le promesse battesimali. Quindi si prosegue lungo la navata laterale destra fino al bel bassorilievo, restaurato per l’occasione, della «Madonna del bacio» e qui, davanti all’icona, si implora l’intercessione di Maria.
«E si giunge al secondo momento sacramentale: la Riconciliazione, sacramento privilegiato della misericordia. Due sacerdoti sono sempre a disposizione nei confessionali posti lungo il percorso per accogliere i fedeli», aggiunge don Senno. E infine si arriva alla terza e ultima tappa. Si entra nella splendida cappella del battistero (con la vasca battesimale coperta da un’opera bronzea di Jacopo Sansovino) per l’adorazione del Santissimo. «Si completa così il percorso giubilare con l’Eucaristia, fonte e culmine della comunità cristiana», conclude monsignor Barbaro.

LA MADONNA DEL BACIO TANTO CARA AI VENEZIANI DOC

Sono ben 40 le immagini della Vergine all’interno della basilica, a testimonianza della grande devozione dei veneziani a Maria. Quella dell’itinerario giubilare è il bellissimo rilievo in marmo bianco della cosiddetta «Madonna del bacio» (foto a sinistra), posta nel pilastro angolare della navata di destra. L’opera, di fattura bizantina, risalente al XII secolo, raffigura a mezzo busto la Madre di Dio che tiene in braccio il figlio. Alcuni gradini permettono anche ai più piccoli di accostarsi. La prova più evidente dell’assidua devozione popolare verso quest’icona è data dall’aspetto assai consunto del marmo, toccato e baciato da milioni di mani nei secoli.

ORGANIZZARE LA VISITA

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La basilica di San Marco si trova a Venezia in piazza San Marco.
È raggiungibile dal terminal automobilistico di piazzale Roma, in vaporetto (linea 1, 5.1 diretto, 2 diretto).
A piedi sono necessari circa 30-40 minuti.
Dalla stazione ferroviaria (Santa Lucia) con gli stessi vaporetti.

ORARI, VISITE E MESSE
Orario d’apertura: 9,45-17 tutti i giorni, eccetto la domenica (14-17).
L’ingresso è gratuito. A pagamento, invece, si può accedere agli adiacenti monumenti della basilica: Museo di San Marco, Pala d’Oro, Tesoro di San Marco e campanile. È possibile prenotare la visita sul portale Venetoinside, evitando la coda. Visite guidate a cura della diocesi alle ore 11.
I gruppi sono accolti solo su prenotazione. Per informazioni 041/24.13.817 dalle 10 alle 12.
La Porta santa è aperta dalle 9.30 alle 16.
Orari delle Messe: dalle 7 alle 11, ogni ora, e alle 18.45 nei giorni feriali; nei festivi: 7, 8, 9, 10.30, 12, 18.45.
L’accesso per le celebrazioni avviene dalla Porta dei fiori (in piazzetta dei Leoncini).

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