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giovedì 26 novembre 2020
 

Cattedrale di Aosta. La via della conversione nel cuore delle alpi


Un appuntamento che il Dio della pace e della misericordia fissa con ciascuno di noi, con le nostre famiglie e comunità. Con questo spirito il vescovo di Aosta monsignor Franco Lovignana ha invitato i fedeli della diocesi a partecipare al Giubileo della misericordia. «L’Anno santo dice a tutti che Dio ci accoglie anche e soprattutto quando abbiamo peccato, quando vogliamo o vorremmo rimettere ordine e ritrovare senso per la nostra vita», ha detto monsignor Lovignana nell’omelia della celebrazione di apertura della Porta santa in cattedrale. «Forse ci abbiamo provato tante volte. L’Anno santo può essere il momento favorevole per iniziare una vita nuova e anche per avviare un percorso di pacificazione e di rinnovata fecondità delle nostre famiglie e comunità. Il sacramento del Perdono esiste per questo, per segnare proprio ora un nuovo inizio». Un invito che nel pomeriggio del 13 dicembre, in occasione dell’apertura della Porta santa, hanno accolto oltre 2.000 persone provenienti da tutta la diocesi.

ANTICHE ORIGINI

La cattedrale, dedicata a santa Maria Assunta e a san Giovanni Battista, è l’edificio cristiano più importante e antico di Aosta. Le mura della chiesa madre, luogo di preghiera da oltre un millennio, raccolgono i fedeli del centro storico, oltre a molti turisti che ne vengono ad ammirare la bellezza architettonica e il museo. «Le indagini archeologiche», spiega Roberta Bordon, responsabile diocesana dei beni culturali, «hanno permesso di stabilire che la chiesa risale alle fasi iniziali della diffusione del cristianesimo in Valle d’Aosta. Nella seconda metà del IV secolo era già stato sistemato un complesso di notevoli dimensioni: un edificio a navata unica di circa quaranta metri di lunghezza, con annessi differenti vani di servizio e due battisteri, era stato ricavato all’interno di un più antico complesso a ridosso del criptoportico romano. È probabile che questa chiesa, di cui si sono ritrovate estese vestigia, sia rimasta in uso fino alla fine del primo millennio, per lasciare poi il posto alla cattedrale attuale».

In occasione del Giubileo è esposta in cattedrale la monumentale cassa per le reliquie di san Grato. Nella cappella, dedica al santo patrono della diocesi, celebrato ogni anno il 7 settembre, i pellegrini possono lasciare le loro intercessioni di preghiera. Per l’Anno santo è predisposto anche un percorso di conversione attraverso più tappe corrispondenti agli ambienti della cattedrale: la Porta della misericordia, il battistero, la cappella delle confessioni, la cappella dell’adorazione, la cappella dell’ascolto (cripta), la cappella di San Grato, la statua della Madonna madre della misericordia e Regina della Valle d’Aosta. Infine c’è l’invito a fare un piccolo gesto di carità per la realizzazione di una Casa della carità diocesana.
Nel 2009 la cattedrale ha riacquistato il suo antico splendore grazie ai lavori di restauro e manutenzione realizzati dalla regione autonoma Valle d’Aosta per le celebrazioni per il 9° centenario della morte di sant’Anselmo d’Aosta. Al santo valdostano, priore e abate di Le Bec, arcivescovo di Canterbury, dottore della Chiesa, è dedicato un altare che si incontra nella navata settentrionale. Il santo, contraddistinto dal pallio, è raffigurato seduto al suo scrittoio con alle spalle una possente colonna. In alto a sinistra appare la Vergine immacolata con la veste azzurra e il manto bianco della purezza mentre schiaccia con il piede il serpente, il simbolo del male che insidia il mondo, il globo rotondo. Il dipinto è datato 1863, nove anni dopo la proclamazione del dogma dell’Immacolata concezione.

SEGNI DI SPERANZA

La parrocchia, guidata da don Fabio Brédy, che è anche il responsabile della Catechesi e della Pastorale giovanile diocesana, ospita un attivo oratorio, punto di riferimento per i giovani del centro storico (compresi quelli della vicina parrocchia di Santo Stefano), cammini di catechesi battesimale e per i bimbi con meno di sei anni che si ritrovano una volta al mese nella cripta durante la Messa per vivere l’Eucaristia in una maniera adatta alla loro età. Sempre mensilmente, alle famiglie è offerta l’opportunità di una lectio seguita da un momento di lavori di gruppo e di fraternità. Sul fronte della carità, grazie a un gruppo di volontari, la Caritas interparrocchiale segue 27 famiglie in gravi difficoltà economiche fornendo loro un pacco di generi alimentari di prima necessità. In fondo alla chiesa, tutte le settimane, è posta una cesta, in cui i fedeli possono portare in qualsiasi momento generi alimentari a lunga scadenza. Il crescere dell’emergenza migranti ha portato, ancora prima dell’indizione del Giubileo della misericordia, alla nascita del progetto parrocchiale Donare speranza. «Grazie alla sensibilità di molte persone generose», spiega Marco Saivetto, referente del progetto, «come comunità parrocchiale abbiamo accolto sempre con maggiore coinvolgimento Yahaya, un ragazzo del Burkina Faso che a 17 anni ha dovuto lasciare il proprio Paese e i propri affetti per fuggire dalla povertà e alla ricerca di una vita dignitosa. Grazie al nostro sostegno Yahaya ha potuto concludere i suoi studi conseguendo il diploma di terza media, è riuscito insieme ad altri suoi compagni a pagare l’affitto per una sistemazione abitativa indipendente, ha avuto l’occasione di socializzare, di costruire nuovi rapporti umani e di amicizia. Ha lavorato, oltre che per la nostra parrocchia, anche per delle cooperative sociali, come giardiniere, e ora si prepara ad affrontare la sua prima esperienza da lavoratore stagionale, tuttofare e lavapiatti, in una struttura alberghiera». Adesso un altro ragazzo proveniente dal Ghana, Daniel, prenderà il posto di Yahaya. Il miracolo della solidarietà concreta continua.

2000 ANNI DI OPERE D’ARTE

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Il complesso della cattedrale comprende anche il Museo del tesoro, che custodisce capolavori d’arte antica, vetrate, preziose oreficerie, monumenti funerari, dipinti, paramenti liturgici e un rilevante numero di sculture e opere d’intaglio ligneo appartenenti alla cattedrale e ad altre chiese della diocesi.

I TESORI DELLA CATTEDRALE E DELLA DIOCESI
Il museo è allestito nei luminosi spazi del deambulatorio gotico, che prolunga e collega le due navate laterali, e nell’attigua e più raccolta cappella delle reliquie.

GLI AFFRESCHI RISCOPERTI

La scoperta nel sottotetto della cattedrale di preziosi frammenti di affreschi databili all’11° secolo risale al 1979. Il complesso intervento di restauro che ne è seguito ha consentito di riportare alla luce e di rendere visitabile, al di sopra delle volte gotiche, la parte alta della decorazione che in epoca romanica rivestiva le pareti interne della cattedrale. Il ciclo, raffigurante scene tratte dall’Antico e dal Nuovo Testamento (nella foto sopra: i re magi; sotto: un angelo) e le storie di sant’Eustachio, costituisce, unitamente alle pitture presenti nel sottotetto della collegiata dei Santi Pietro e Orso di Aosta, uno dei più vasti complessi pittorici databili all’anno Mille a noi oggi noti. Si visitano solo il sabato.

ORGANIZZARE LA VISITA

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La cattedrale di Aosta si trova in piazza Giovanni XXIII, a pochi minuti dalla centralissima piazza Chanoux, in pieno centro storico. A una decina di minuti sia dalla stazione ferroviaria sia dal parcheggio coperto nei pressi dell’ospedale Parini o di via Carrel.

ORARI E CELEBRAZIONI
Durante la settimana la cattedrale è aperta dalle 6.30 alle 12 e dalle 15 alle 19. Nei giorni festivi dalle 7 alle 12 e dalle 15 alle 19. Sante Messe: sabato alle 7, 8.25 e 18 (festiva della vigilia). La domenica (e festività) alle 7.30, 10.30 e 18.

MUSEO E AFFRESCHI
Museo del tesoro: si visita tutti i giorni dalle 15 alle 17.30. Rivolgersi al sacrestano. Affreschi dell’XI secolo: tutti i sabati dalle 15 alle 17.30 (ultima salita alle 17). Biglietti: Museo 4 euro; affreschi 5 euro; ingresso cumulativo museo + affreschi 6 euro. Gratuito per bambini e ragazzi fino ai 18 anni e per studenti fino ai 25. Tel. 0165/40.251. www.cattedraleaosta.it

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