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mercoledì 19 febbraio 2020
 

Cattedrale di Lecce. L’abbraccio di bellezza e misericordia


Entrare in un doppio abbraccio di bellezza e misericordia è l’esperienza che attende il pellegrino nella cattedrale di Lecce.
Posta nel centro storico della città, a pochi passi da piazza Sant’Oronzo e dal castello di Carlo V, la cattedrale, che ospita la parrocchia di Maria Santissima Assunta, si colloca all’interno di piazza del Duomo: una piazza dalla bellezza mozzafiato che, giungendo da Porta Rudiae o da Porta Napoli, è introdotta dai propilei. Essi indirizzano lo sguardo e, in un attimo, ecco racchiusi in un magnifico colpo d’occhio il campanile, la cattedrale, l’episcopio e il seminario. È questo il primo abbraccio, fatto di luce e candore, della pietra ricamata dal barocco leccese nelle ore diurne, che diventa caldo e suggestivo nelle ore notturne. È l’abbraccio della bellezza che si prolunga e accompagna il pellegrino. Un abbraccio che stringe, ma non costringe, soltanto conduce, scalda, aiuta ad andare al cuore della bellezza che abita nella cattedrale.

UN INVITO A FERMARSI

La facciata che si presenta a prima vista, pur essendo ricca e maestosa, non è la principale. Per arrivarci bisogna dirigersi a destra, proprio vicino all’ingresso dell’episcopio. L’imponente porta bronzea, la Porta santa della misericordia, unica della diocesi, fa da apristrada, mentre una grande porta di legno, che si trova immediatamente dopo, ricorda la parete frontale di una casa nella quale ci si può sentire davvero accolti. Poco prima, una sedia: un invito a fermarsi, a pregare, a guardarsi dentro prima di lasciarsi avvolgere dall’abbraccio totalizzante della misericordia del Padre. È questo il secondo abbraccio.

PORTA CHE UNISCE NELLA FEDE

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«Monsignor D’Ambrosio, il nostro arcivescovo, ha scelto proprio la cattedrale come unica Porta santa della diocesi per dire la centralità della cattedrale, come punto di riferimento per tutti i fedeli», spiega il parroco, don Antonio Bruno. «La Porta santa, poi, è quel luogo attraverso cui si fa esperienza della misericordia di Dio, per cui si parte dal paese, da lunghe distanze e si va verso la chiesa madre che raccoglie, unisce in un’unica fede».
Un’unità di fede con la Chiesa di Roma che si esprime anche attraverso un segno concreto: un mattone, visibile in una nicchia, appartenente alla Porta santa della cattedrale di San Pietro, «giunto come dono inaspettato per sentirci uniti al Papa». E proprio papa Francesco, secondo don Antonio, è artefice di tante conversioni: «Credo stia aiutando molto i fedeli a comprendere come soltanto la misericordia e l’amore rendono veramente liberi. Tante persone si sforzano di iniziare un nuovo cammino perché sentono la necessità di liberarsi da un peso interiore che rallenta il cammino verso Dio e verso una vita piena già qui e ora», prosegue ancora. «In tanti dicono di aver deciso di confessarsi grazie al Papa e alla sua testimonianza».

CARITÀ CONCRETA

Accanto a questo coinvolgimento spirituale, con i tanti appuntamenti dell’anno giubilare, vi sono dei segni concreti di carità. Un primo segno, a dimensione parrocchiale – ricordiamo che la parrocchia della cattedrale conta circa 2.000 anime – è il punto ristoro serale: «Distribuiamo tutti i giorni dai 30 ai 40 pasti ai poveri che stazionano nel centro storico. È un modo per andare verso le periferie esistenziali: un piccolo segno di una piccola comunità che si sforza di vivere il Vangelo e di dare una testimonianza di carità».
Oltre a questo, vi sono le opere-segno diocesane: il Servizio Gerico, nato nell’ambito della Casa della carità e rivolto a persone senza fissa dimora (vedi approfondimento più sotto, ndr), e il Fondo famiglia, che offre un aiuto concreto alle famiglie che si trovano in situazione di estremo bisogno (nel corso di quest’anno sono stati 80 i nuclei sostenuti).

IL VANGELO DELL’ACCOGLIENZA

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Una Chiesa, quella di Lecce, da sempre attenta e accogliente, anche verso i migranti: «Conosciamo un unico Vangelo, che è il Vangelo dell’amore, dell’accoglienza e della solidarietà, e in questi anni lo stile non è cambiato. Continuiamo a lavorare in prima linea con le istituzioni: non più attraverso i grandi centri, ma attraverso l’operato di tante parrocchie che nel nascondimento vivono la dimensione dell’accoglienza e dell’ospitalità», spiega ancora don Antonio.
La risposta di Lecce all’apertura della Porta santa, avvenuta lo scorso 13 dicembre, è stata straordinaria: «Noi aspettavamo due o tremila fedeli e in piazza se ne sono riversati quasi diecimila», confida con emozione il parroco, «la cattedrale può accogliere circa un migliaio di persone e quindi tantissimi fedeli sono rimasti fuori. Eppure nessuno si è lamentato, regnava una calma incredibile. La Porta della misericordia che si spalancava per tutti sembrava dirci: “Entrate nella mia casa e troverete ristoro”» conclude.
E il tripudio del barocco leccese, che domina ogni angolo della cattedrale, parla ancora di bellezza. Della bellezza della fede che, con fervore, Lecce – sulla scia dei suoi martiri Giusto, Oronzo e Fortunato – continua ancora oggi a testimoniare.

UN LETTO PER GLI AMMALATI

Dedicato alle tante persone che, «dalla “Gerusalemme” delle proprie origini, si imbattono in un percorso di vita caratterizzato dalla precarietà umana e morale più assoluta», il Servizio Gerico (opera-segno nata in occasione del Giubileo della misericordia) offre un servizio di dimissione ospedaliera protetta a persone indigenti o senza fissa dimora (italiani, immigrati e, in alcuni casi, anche persone agli arresti domiciliari). Ubicato presso il Centro Kolbe, decentramento della Casa della carità, il Servizio ha una capienza di 15 posti letto e prevede uno sportello di assistenza, la mediazione linguistica in ben 12 idiomi (insieme con un collegamento Skype con mediatori linguistici di altre lingue), l’assistenza e la compagnia, uno spazio sociale per la cura e un percorso formativo per giovani volontari. In quest’anno il Servizio ha offerto assistenza a circa 70 persone. Ulteriori informazioni sul sito www.progettogerico.it.

ORGANIZZARE LA VISITA

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La cattedrale si trova all’interno di una Zona a traffico limitato (Ztl), pertanto è raggiungibile solo a piedi. Per arrivare a Lecce in automobile è necessario percorrere la Ss 613, quindi imboccare la tangenziale Est di Lecce e prendere l’uscita 1ª verso Lecce centro. Vi sono varie possibilità di parcheggio. Per chi arriva in treno, dalla stazione ferroviaria di Lecce (www.trenitalia.it) si giunge alla cattedrale in 20 minuti di cammino.

ORARI E CELEBRAZIONI
La cattedrale è aperta tutti i giorni con orario 8.30-13 e 16-19.30 da ottobre a maggio e con orario 8.30-21 da giugno a settembre. Tutti i giorni dalle 9 alle 12 è disponibile un sacerdote per le Confessioni (il giovedì mattina anche l’arcivescovo).
Sante Messe: feriali e pre-festive ore 19, festive ore 11.30 (ora legale);
feriali e pre-festive ore 18, festive ore 11.30 (ora solare).
 Per informazioni: tel. 0832/30.85.57 - www.cattedraledilecce.it.

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