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giovedì 29 ottobre 2020
 

Cattedrale di Oristano: cercando il volto misericordioso di Cristo


Incastonata nel centro storico della città, l’ecclesia sanctae Mariae de Arestano, dedicata alla Vergine Assunta ed elevata da papa Pio XII nell’aprile del 1957 alla dignità di basilica minore, si affaccia sulla piazza Duomo in cui fanno da cornice il Museo diocesano – recentemente inaugurato – e il Seminario arcivescovile, di cui nel 2012 si è celebrato il tricentenario. La cattedrale di Oristano, sulla costa occidentale della Sardegna, sorge sul luogo di un insediamento di epoca bizantina, come testimoniano le sepolture, risalenti al VII secolo, rinvenute nella piazza antistante l’edificio. La sua esistenza è documentata dal 1131. Le colonne conservate nel cortile e i vari capitelli custoditi nel vicino seminario permettono di ipotizzare che il primitivo edificio, in stile romanico, avesse tre navate, con due ordini di colonne e tetto in capriate di legno. Il vecchio duomo era a sua volta un rifacimento o un ampliamento della modesta chiesa che aveva accolto i giudici e i cittadini venuti da Tharros, città fondata verso la fine dell’VIII secolo a.C. nella propaggine sud della penisola del Sinis, e che venne abbandonata attorno all’anno 1050 d.C. per dare origine ad Aristiane, l’attuale Oristano. Il complesso architettonico deve il suo aspetto attuale agli interventi di rifacimento avviati durante il XVIII secolo che hanno cancellato quasi completamente le precedenti strutture romaniche e gotiche. Oggi l’edificio a croce latina è dominato da un’ampia navata unica, voltata a botte, sulla quale si affacciano tre profonde cappelle per lato comunicanti mediante arcate; all’incrocio col transetto un alto tamburo ottagonale sorregge la cupola coronata da un lanternino e il presbiterio quadrangolare è sopraelevato rispetto al piano della navata.

Sanctae Mariae de Arestano, Chiesa madre della diocesi

Cuore della città e chiesa madre della diocesi per l’intera comunità arborense, luogo di fede e segno della Chiesa in cammino, la cattedrale, oltre a essere sede arcivescovile, è una delle otto parrocchie cittadine. Una parrocchia pienamente radicata nel tessuto sociale della città e nel cui territorio sono presenti due conventi di clausura, delle monache Clarisse e delle Cappuccine, la casa generalizia delle suore Figlie di San Giuseppe di Genoni, congregazione fondata a fine Ottocento da padre Felice Prinetti, che, in particolare, opera, in questo contesto, con la Mensa della carità, la comunità di accoglienza per minori e ragazze madri “Casa Littarru” e una comunità per anziani. Un legame particolare, inoltre, esiste con la comunità di accoglienza ai disabili “Il Gabbiano” fondata dai Concezionisti di cui un padre rende il suo servizio come vicario nella vicina parrocchia di San Sebastiano, affidata alla cura dello stesso parroco della cattedrale don Giuseppe Sanna. Il territorio della cattedrale comprende anche le sedi istituzionali del Comune di Oristano e nei locali dell’ex convento della chiesa del Carmine – considerata la massima espressione del rococò in Sardegna, e, secondo lo storico dell’arte Corrado Maltese, «vero gioiello dell’architettura rococò in Italia» – una sede gemmata delle Università di Cagliari e Sassari, il Consorzio Uno, in cui opera il servizio della Pastorale universitaria. Una parrocchia “Chiesa tra la gente”, secondo quanto si è riflettuto nel VI Sinodo diocesano conclusosi, dopo più di due anni di intenso lavoro, l’11 ottobre 2015, all’apertura dell’Anno giubilare. Non una semplice coincidenza, ma l’impegno a «iniziare processi più che a possedere spazi», secondo uno dei principi di azione pastorale indicati da papa Francesco, riproposto alle parrocchie e calato nel contesto della più vasta comunità diocesana nella lettera pastorale Misericordiando… dall’altare alla strada, consegnata dall’arcivescovo alla Chiesa arborense all’inizio del cammino in preparazione all’Anno santo.

LA Cattedrale di Oristano nell'Anno Santo

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Il pellegrinaggio giubilare verso la cattedrale inizia con i riti di introduzione nella vicina chiesa stazionale di San Francesco, sotto la cura dei padri Conventuali, davanti al Crocifisso di Nicodemo – scultura in legno di scuola spagnola databile tra il XIV e il XV secolo, considerato uno dei simulacri più importanti nell’isola – per proseguire processionalmente e raggiungere, a brevissima distanza, la Porta santa, aperta sul lato della cattedrale che si affaccia direttamente nel cuore della città. «In questi mesi», spiega l’arcivescovo di Oristano Ignazio Sanna, «nel vedere la partecipazione di tanti fedeli, provenienti dalle diverse parrocchie della diocesi, ho avuto la sensazione di trovarmi di fronte a una grande comunità ecclesiale, che cercava il volto misericordioso di Dio con sincerità e umiltà». «Lo spirito del Giubileo», aggiunge il pastore della Chiesa arborense, «ha dato fiducia a chi non aveva più il coraggio di bussare alla porta del nostro cuore o della nostra Chiesa». Per questo motivo, la Porta santa della cattedrale continuerà a essere aperta anche nei mesi estivi per i numerosi fedeli dell’isola e per i numerosi turisti che soprattutto nella stagione estiva visitano questa parte della Sardegna.

Arcidiocesi di Oristano: sotto la protezione del martire Archelao

Sant’Archelao è il patrono dell’arcidiocesi di Oristano. Il 13 febbraio si celebra la festa di Archelao presbitero e martire, vissuto tra la seconda metà del V e gli inizi del VI secolo dopo Cristo. Le sue reliquie sono conservate in una cappella della cattedrale, decorata con eleganti marmi policromi (1739). Il secolare culto del santo si ricollega con le memorie del suo martirio, avvenuto a Forum Traiani, oggi Fordongianus, centro importante in Sardegna ai tempi dell’impero romano.

LE PORTE SANTE IN SARDEGNA

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In Sardegna sono state aperte 27 Porte della misericordia, oltre a quelle nelle varie case circondariali. In diocesi di Ales-Terralba nella cattedrale dei Santi Pietro e Paolo. In diocesi di Alghero-Bosa nella cattedrale, nella concattedrale di Bosa, nei santuari di Valverde e San Costantino in Sedilo. In diocesi di Cagliari nella cattedrale, nella basilica di Bonaria, nel santuario di Sant’Ignazio da Laconi. In diocesi di Iglesias nella cattedrale di Santa Chiara e nella basilica di Sant’Antioco. In diocesi di Lanusei nel santuario di Nostra Signora di Ogliastra. In diocesi di Nuoro nella cattedrale e nelle chiese delle Grazie, dei Santi Martiri a Fonni e del Santissimo Crocifisso a Galtellì. In diocesi di Oristano nella cattedrale, nei santuari di Nostra Signora del Rimedio, San Mauro a Sorgono, Santi Ambrogio e Ignazio a Laconi e Nostra Signora di Bonacattu a Bonarcado. In diocesi di Ozieri nella cattedrale. In diocesi di Sassari nella cattedrale di San Nicola, nella basilica di San Gavino, Proto e Gianuario a Porto Torres e a San Pietro di Sorres in Borutta. In diocesi di Tempio nella cattedrale, nella concattedrale di Castelsardo e in San Simplicio a Olbia.

CATTEDRALE DI ORISTANO: ORGANIZZARE LA VISITA

La cattedrale di Santa Maria Assunta si trova nel centro storico di Oristano.

ORARI E CELEBRAZIONI
In estate il duomo è aperto tutti i giorni dalle 8.30 alle 20. Le Messe feriali sono celebrate alle 18 (il martedì alle ore 9, nella succursale chiesa del Carmine). Nei giorni festivi Messe alle 10 e alle 12. Confessioni nei giorni feriali dalle 9.30 alle 12.

MUSEO DIOCESANO
Adiacente alla cattedrale si trova il Museo diocesano arborense che conserva un ricco patrimonio storico, artistico e archeologico. Offre mostre, laboratori didattici ed eventi. Tra le opere più importanti: il dossale Madonna con Bambino e Santi, tempera su tavola della fine del XIII secolo, i codici liturgici miniati della cattedrale (XIII-XV), i plutei marmorei e i picchiotti bronzei dell’antica cattedrale romanica (inizi XIII). Apertura dal martedì alla domenica 9/13, 16/20. Info: museodiocesanoarborense(CHIOCCIOLA)gmail.com, tel 342/58.87.847.


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